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Espulsione di Paragone, Ricciardi: «Tanto rumore solo per la promozione del suo libro»

Il deputato pentastellato commenta l'allontanamento del giornalista dal Movimento Cinque Stelle

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L’espulsione del senatore Gianluigi Paragone dal Movimento Cinque Stelle fa discutere i parlamentari apuani. Da tempo Paragone non risparmiava critiche ai vertici del Movimento e il primo gennaio, dopo una serie di voti in dissenso dal gruppo parlamentare e non avendo votato la fiducia al governo Conte bis, è stato tagliato fuori dal gruppo pentastellato che con questa espulsione perde altri numeri al Senato.

Il parlamentare Riccardo Ricciardi del Movimento Cinque Stelle si affida ad un post su Facebook per commentare la vicenda. “Il dissenso è un malessere razionale rispetto a uno stato di cose precostituito – scrive Ricciardi – Dal dissenso è nato il Movimento.
Il dissenso è una voce che ti parla dentro quando percepisci che si sta andando in una direzione sbagliata. Ma poi il dissenso non può rimanere pulsione individuale; deve esprimersi, deve trasformarsi in ragionamento collettivo. A quel punto avviene un passaggio che sembra magico: il dissenso diventa consenso, perché con pazienza, perseveranza e convinzione delle proprie idee, realizzi che quella voce interiore non è solo tua ma è un sentimento diffuso”.

“Quindi non è la magia che fa diventare il dissenso consenso. È la fatica quotidiana di parlare con le persone che hai intorno. Parlare e soprattutto ascoltare, perché il loro dissenso ti porta un punto di vista in più. In questo ultimo anno, solo una volta ho sentito la voce di Gianluigi Paragone in un’assemblea interna: era il post elezioni europee. Nonostante lui fosse il personaggio di punta di quella campagna elettorale e una voce molto ascoltata internamente, accusò gli altri del pessimo risultato. E fece un po’ di promozione al suo libro, che non guasta mai”.

“Poi, silenzio. Almeno internamente. Non sui social e sui giornali. È faticoso, molto faticoso, trasformare il dissenso in un processo collettivo. Molto, molto più semplice è manifestarlo in maniera individuale”.

Come scritto con l’espulsione di Paragone il M5S accusa una nuova perdita in Senato. Solo il mese scorso tre senatori Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi sono passati alla Lega e esattamente un anno fa venivano espulsi i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis per “reiterate violazioni dello statuto” mentre a giugno era stata espulsa la senatrice Paola Nugnes. A settembre la senatrice del M5s Gelsomina Vono aveva aderito al gruppo Italia Viva mentre a novembre del 2019 la senatrice Elena Fattori era passato al gruppo Misto. La situazione a Palazzo Madama è quindi sempre più precaria.

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