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Avvisi di accertamento e autovelox, polemica Baratta-Barotti

L'assessore al bilancio di Massa sui rilevatori di velocità: «Sanzioni unico deterrente contro gli incidenti». Il consigliere di Alternativa Civica: «Replica assai generica»

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«Visto che qualcuno mi chiede di fornire delle spiegazioni eccole: argomento avvisi di accertamento tributi; soggetto signor Andrea Barotti; polemica e demagogia; diffusione fake news; consultare il medico prima dell’uso». L’assessore al bilancio di Massa, Pierlio Baratta, affida a Facebook la replica al consigliere di Alternativa Civica, Andrea Barotti, intervenuto pochi giorni fa sulla questione degli avvisi di accertamento partiti dall’ufficio tributi del Comune.

«Di fatto – ha scritto l’assessore – il cambiamento sta proprio nella differente impostazione che quest’anno vede coinvolte molte più persone nel pagamento dei tributi rispetto agli anni precedenti per carichi tributari che sono riconducibili al passato e chissà per quale motivo sono rimasti nei cassetti dell’ufficio tributi. Mi hanno sempre insegnato che per ridurre la pressione fiscale è necessario allargare la platea dei contribuenti. Probabilmente il consigliere in argomento o qualche suo elettore non ha gradito la ricezione della lamentata cartolina che in un sistema di diritto laddove fosse, come ritiene il tuttologo di turno, illegittima potrebbe essere annullata con gli strumenti che la legge mette a disposizione in una società civile».

«Quanto ai rilevatori di velocità posti in determinate zone sensibili del territorio teatro di incidenti a volte con conseguenze anche mortali – ha aggiunto Baratta – ritengo che le sanzioni siano l’unico deterrente per evitare tragedie annunciate. Preferisco rispondere alle geremiadi Barottiane che alla mia coscienza di fronte ad incidenti letali».

Pronta la controreplica di Barotti. La riportiamo di seguito.

Il mio intervento relativo agli avvisi di accertamento giunti, in prossimità delle festività, a numerosi cittadini e le mie osservazioni concernenti gli autovelox recentemente installati hanno spinto l’assessore Baratta a scrivere, sui social, una risposta; una replica che è assai generica, poco convincente e che non sconfessa le considerazioni da me esposte bensì le rafforza.
Baratta non spende una parola sulla necessità di dare una diversa organizzazione alla società di riscossione per evitare le proteste dei cittadini costretti a lunghe code per ottenere chiarimenti o per spiegare la propria posizione; non dice nulla sulla opportunità di rendere più efficiente il sistema di controllo per evitare, come invece avvenuto, di inoltrare, a distanza di quasi cinque anni, dal presunto mancato versamento, centinaia di avvisi di accertamento; ed ancora scrive che il cittadino può avvalersi degli “strumenti che la legge mette a disposizione in una società civile” (diritto e facoltà che non ho messo in dubbio, come non ho messo in discussione che viviamo in una società civile) senza assumere l’impegno a far esaminare e celermente risolvere, laddove possibile, in “autotutela”, almeno i casi più semplici poiché ricorrere alla Commissione Tributaria o avvalersi di professionisti per presunti “debiti” di importo ridotto può risultare non conveniente; non considera che il tempo dei cittadini costa, che le ore passate davanti agli sportelli, impiegate per affrontare la burocrazia (si parla di semplificazione senza che si vedano risultati concreti) hanno un peso sulle tasche dei contribuenti.
Il passaggio della nota dell’Assessore, tralasciando l’invito a consultare un medico di cui non comprendo la ragione ne il destinatario, che merita attenzione è quello in cui Baratta afferma: “il cambiamento sta proprio nella differente impostazione che quest’anno vede coinvolte molte più persone nel pagamento dei tributi rispetto agli anni precedenti per carichi tributari che sono riconducibili al passato e chissà per quale motivo sono rimasti nei cassetti dell’ufficio tributi”.
In primo luogo vorrei sottolineare all’Assessore, evidentemente non ha letto bene il mio articolo, di aver riconosciuto che si tratta di carichi nati in passato e di essermi limitato a sollecitare l’attuale Amministrazione per rendere Master più performante, più vicina al contribuente. Secondariamente, non per importanza, rilevo che Baratta pone un pesante interrogativo a cui lui per primo dovrebbe dare una risposta! Da un assessore i cittadini si attendono delle risposte e non delle domande! Ma sembra che per gli attuali amministratori sia più semplice chiedere piuttosto che, come nel caso ricicleria, ex discarica di Codupino ed illuminazione pubblica, chiarire.
Penso che Baratta abbia il dovere, per il ruolo che riveste, considerando anche la necessità di non deteriorare il rapporto di fiducia tra contribuente e società di riscossione del Comune, di sgomberare, assumendo tutte le iniziative del caso nessuna esclusa, il campo da ogni dubbio. Ritengo che se l’Assessore non si impegnasse per fare luce sui motivi alla base del ritardato accertamento rischierebbe di essere inserito, dagli elettori, nella cerchia di quegli amministratori che cercano, ogni volta in cui si trovano in difficoltà, di chiamare in causa il passato per ridurre le proprie responsabilità politiche.
Sul punto, per concludere, dispiace constatare come l’Assessore consideri demagoghi soltanto i suoi avversari mentre nutra tutt’altra considerazione verso due noti e rilevanti esponenti dell’attuale Amministrazione che, ricordo, nel 2018 si impegnarono, con articoli sulla stampa, promuovendo ricorsi (non una soluzione interna), in una campagna contro gli avvisi che anche allora Master inviò ai cittadini; all’epoca Baratta, per quanto mi risulta, non scese in campo per difendere la giunta che guidava la città.
In merito agli autovelox l’assessore giustifica la loro installazione asserendo che sia l’unico strumento utile per indurre i cittadini al rispetto delle regole; sembra che questa Amministrazione non abbia, viste anche le reprimende sul fronte rifiuti, un buon giudizio dei massesi.
Insomma, Baratta non considera che esistono altre soluzioni possibili, come, ad esempio i dissuasori collocati in località Turano, la realizzazione di rotonde agli incroci; ancora non reputa necessario anziché installare delle macchinette dotare il Comune di un numero maggiore di vigili urbani che oltre a controllare il rispetto del codice della strada costituiscono un deterrente contro l’illegalità rendendo più sicuri i cittadini.
Vorrei rassicurare l’assessore sul fatto che anch’io ho a cuore l’incolumità dei cittadini tanto che ho invitato l’Amministrazione, di cui Baratta è membro, ad impegnarsi per realizzare dei marciapiedi dove mancano (può dirsi sufficiente una striscia di vernice per salvaguardare la vita dei pedoni?), a sistemare le strade (una buca non segnalata, nascosta dalla pioggia, può provocare incidenti? Una via che rischia di franare è una strada sicura?), a rinnovare la segnaletica ed a mantenere in ordine il verde pubblico (una radice in superficie, un albero non adeguatamente potato possono mettere in pericolo l’utente della strada? Baratta ha mai percorso il tratto di Via Massa-Avenza davanti al Carrefour?) ad attivarsi, in generale, per mettere in ordine le infrastrutture (un ponte, quello vicino all’ex parco dei Conigli, sul lato strada, in alcuni punti senza parapetto non credo sia un esempio di sicurezza, così come non lo sono strade invase dalla pioggia e poco illuminate ad esempio Via Dorsale tratto davanti al Pignone).
Vorrei, infine, chiedere a chi si domanda quali siano i motivi dei ritardi di Master se sia normale, se costituisca un esempio di efficienza, non essere riusciti in oltre otto mesi a collocare, nonostante l’impegno preso in risposta ad una mia interpellanza, un segnale di divieto di sosta mentre in poco tempo si decide e si mettono degli autovelox.

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