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Bogazzi vuol donare l’ex-Mediterraneo al Comune. I socialisti: «Serve chiarezza»

Arrighi: «Preoccupano le dichiarazioni della proprietà che, per anni e alla ricerca del massimo profitto immediato»

«Le notizie che apprendiamo dalla stampa in merito all’hotel Mediterraneo per il quale sarebbe in atto una trattativa fra Comune e proprietà per la “donazione” dell’area, non tranquillizzano i marinelli e destano preoccupazione nell’intera comunità che da anni ne attende la ricostruzione affinché Marina di Carrara disponga di nuovo di un albergo in grado di ospitare turisti e ospiti presenti quotidianamente in città». Inizia così la nota di Filippo Arrighi del Psi di Marina di Carrara sull’annosa vicenda dell’ex hotel Mediterraneo, nel pieno centro della frazione costiera, in stato di degrado e abbandono da fin troppi anni. Sull’argomento era intervenuto l’imprenditore carrarese Enrico Bogazzi, proprietario dell’area, che aveva dichiarato la volontà di donare al Comune

«Preoccupano le dichiarazioni della proprietà – commenta il socialista – che, per anni e alla ricerca del massimo profitto immediato, ha cercato di imporre soluzioni che miravano a realizzare trenta mini appartamenti da vendere a libero mercato in luogo delle residenze turistiche alberghiere autorizzate, oltre alle 60 camere previste per l’albergo. Dopo due anni di silenzio, nei quali l’attuale amministrazione non è riuscita nemmeno a far ripristinare la recinzione del cantiere, si apprende che la proprietà intende “regalare generosamente” al Comune quella che ormai è un’area piena di rovi e cemento, lasciata nel più totale abbandono proprio da chi affermava senza mezzi termini che “Marina di Carrara è più brutta di Berlino est”».

«È inquietante – prosegue la nota – dover apprendere dalla stampa di una “trattativa” svolta evidentemente in gran segreto e che ha come attore protagonista un’amministrazione che aveva promesso solennemente quella trasparenza poi riposta nel cassetto una volta conclusa la campagna elettorale. La ricostruzione dell’hotel Mediterraneo, per la sua valenza storica e sociale, è un fatto che interessa l’intera città e il destino dell’area non può essere deciso con accordi opachi fra assessori e un imprenditore che semmai va richiamato alle responsabilità assunte a suo tempo».

«Non conoscendo i dettagli di quello che sembra un accordo sottobanco – aggiunge Arrighi – non vogliamo nemmeno pensare che possa valere il detto che “a pensare male si fa peccato ma spesso si ha ragione”. Riteniamo perciò che l’amministrazione debba fare immediatamente chiarezza su una situazione inquietante che deve essere spiegata ai cittadini, come promesso dal sindaco a suo tempo, non solo perché parte delle aree interessate erano originariamente di proprietà pubblica ma anche, e soprattutto, perché qualsiasi decisione che impatta in maniera così evidente sull’ambiente e sul futuro di Marina deve essere chiara, trasparente e condivisa».