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«Sindaco, riprenda il progetto di porticciolo alla foce del Lavello»

La proposta arriva dal consigliere massese di Alternativa Civica Andrea Barotti: «Da realizzare insieme al Comune di Carrara»

«Sindaco Persiani, bisogna riprendere il progetto di un porticciolo al Lavello». Lo ha detto il consigliere di Alternativa Civica Andrea Barotti. Riportiamo di seguito la sua nota.

L’amministrazione Persiani, in un periodo particolarmente difficile per il nostro territorio, ha il dovere di organizzare tavoli, chiedere l’intervento del governo nazionale, esprimere solidarietà verso gli operai che manifestano ma anche e sopratutto il compito di creare le condizioni per dare nuove possibilità di impiego a chi deve essere ricollocato o a chi un lavoro non lo ha mai avuto. La politica deve compiere uno sforzo in termini di progettualità, di visione per dare una prospettiva di sviluppo economico al nostro territorio e per consentire alle nuove generazioni di costruirsi un futuro; dobbiamo pensare che alcune attività dipendono dalla ricchezza che altri settori generano e che alcune occupazioni, per il livello di retribuzione o per il fatto di essere stagionali, non consentono ai nostri figli di immaginarsi padri o madri (da ciò discende il calo demografico, la genitorialitá in età più avanzata) ne possono ritenersi lo sbocco ultimo per i moltissimi giovani che il nostro sistema d’istruzione prepara e su cui lo Stato e le famiglie investono.
Certamente qualche parola andrebbe spesa anche sul legame che dovrebbe essere stretto tra mondo del lavoro e formazione scolastica e sul ruolo che la politica dovrebbe svolgere per cercare di indirizzare i giovani su quei percorsi che, rispondendo alle necessità delle imprese, offrono maggiori opportunità; su questo campo la Regione e le istituzioni locali dovrebbero impegnarsi di più sia per consentire ai giovani di meglio investire le loro energie ed il loro tempo, sia per facilitare il compito demandato alle Agenzie formative.
Il primo passo che una buona Amministrazione deve compiere per iniziare a combattere la desertificazione della nostra area industriale è facilitare il rafforzamento delle aziende esistenti creando, promuovendo la realizzazione di infrastrutture adeguate alle loro potenzialità produttive. La nautica Apuana, ad esempio, si distingue per la fabbricazione, in misura preponderante, di scafi dato che gli allestimenti (impiantistica, etc) oltre alla manutenzione e al refitting sono, in termini percentuali, minoritari; com’è facile intuire la resinatura non è la parte “ricca” del settore e può comportare, in caso di incendio, anche rischi ambientali (facilmente contenibili adottando le precauzioni previste) mentre la restante attività, tecnicamente più pregiata, richiede un maggior numero di addetti (elettricisti, falegnami, motoristi etc) ed è anche quella che trasforma una semplice scocca in uno yacht o in una barca a vela.
La fase terminale della lavorazione, inoltre, porta gli armatori, i committenti sul sito produttivo e quindi pubblicizza un territorio e le professionalità che vi operano; per essere più chiari è più facile che si conosca il cantiere di Viareggio rispetto all’azienda che ha fornito, a quel costruttore, lo scafo.
Una politica attenta dovrebbe attivarsi per ridurre il divario tra le due fasi della catena creativa e per far questo è necessario avere delle banchine per la nostra nautica; dobbiamo, quindi, dotarci di un porto secondario rispetto allo scalo di Marina di Carrara, ad esclusivo uso della cantieristica, per consentire la manutenzione degli yacht, la messa in acqua delle imbarcazioni e, più in generale, la chiusura del ciclo industriale evitando, così, di essere attori non principali del percorso produttivo.
Possiamo competere con altre realtà se avremo il coraggio di compiere delle scelte, se saremo gli artefici del nostro futuro, se avanzeremo dei progetti per i quali chiedere il contributo delle Istituzioni sovra locali, in caso contrario rimarremo il pulcino nero della Toscana; ritengo, quindi, che si debba, con il Comune di Carrara, riprendere, rivedendolo, il progetto del porticciolo al Lavello destinandolo alla cantieristica navale Apuana.
Avremo quindi una struttura ad impatto contenuto, risaneremmo il Lavello ed avvalendoci delle tecniche di eco dragaggio riporteremmo la sabbia autoctona sulle nostre spiagge.
Lo sviluppo non passa da nuove seconde case, come ha pensato la Giunta del cambiamento per le ex colonie, ma dall’industria moderna, dall’artigianato di qualità, da iniziative culturali che aggiungendosi alle nostre ricchezze naturali rivitalizzino il turismo.
Il Sindaco Persiani dovrebbe dire alla città quali siano le sue idee, purtroppo, noto che, su molti temi, rimane silente ed a questo punto mi chiedo se il silenzio fosse nel suo programma elettorale.