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Cinquemila libri al macero, Persiani: altra grave colpa del Pd

Il sindaco di Massa interviene per fare chiarezza sui volumi al magazzino Bic di via Dorsale

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“Ben lontana da questa amministrazione la volontà di non curarsi della cultura che rende i cittadini liberi, informati, testimoni di storia e tradizioni. Ciò premesso, a noi è toccato lo spiacevole compito di procedere allo scarto dei volumi depositati nel magazzino di via Dorsale perché dopo tutti questi anni erano diventati inutilizzabili sotto ogni aspetto. Non è certo una nostra colpa se nel 1999 scelsero quel luogo come magazzino dislocato della biblioteca e non è una nostra mancanza neppure averceli lasciati per tutto questo tempo. Eppure il Pd ora chiede conto a noi. Non possiamo raccogliere in ogni occasione gli errori di chi ci ha preceduto pronti poi ad addossarci responsabilità che non abbiamo. In questo caso stiamo parlando di decenni di mala gestione del deposito di via Dorsale, luogo per nulla idoneo alla collocazione di delicati volumi e costato tra l’altro 18 mila euro di affitto ogni anno. I vecchi amministratori poco o niente hanno fatto per salvaguardare quelle pubblicazioni e proteggerle dall’inesorabile scorrere del tempo”. Queste le parole del sindaco Francesco Persiani sulla questione della dismissione dello stabile di via Dorsale utilizzato per anni come deposito della biblioteca Giampaoli dove, purtroppo, l’amministrazione ha trovato sia un ambiente insalubre sia migliaia di pubblicazioni in pessimo stato di conservazione.

“In merito alle notizie errate circolate su alcuni quotidiani locali negli ultimi giorni, l’amministrazione comunale precisa che sui libri del Bic è stata fatta un’operazione di selezione in seguito alla quale circa 5000 volumi, su oltre 20 mila, sono stati destinati al macero, valutate le condizioni fisiche impietose nelle quali versavano. Questi 5000 volumi, infatti, sono stati danneggiati a causa di un’importante infiltrazione di acqua dal tetto del capannone avvenuta nel 2016 e sono stati attaccati, in maniera massiccia, da topi e parassiti. Del resto, il sito era ed è un deposito di merci del tutto inidoneo alla conservazione di libri. Tutti gli altri volumi del BIC saranno traslocati entro l’anno in parte al magazzino Bondano (di proprietà comunale) che, nel frattempo, è stato sottoposto ad un’opera di pulizia straordinaria, ed in parte nella sede centrale della Biblioteca. E i libri salvati torneranno fruibili agli utenti nei primi mesi del 2020”.

Per quanto riguarda quelli destinati al macero, è stata fatta opportuna dichiarazione di scarto alla Soprintendenza Regionale con lettera protocollata del febbraio 2019 e sono state seguite le indicazioni fornite dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti culturali (MIBACT-DG-BIC circolare n. 102 del 27 settembre 2016). Inoltre, trattandosi di “raccolte correnti delle biblioteche degli enti locali, costituite esclusivamente al fine di garantire le esigenze di istruzione, formazione, svago e crescita personale dei suoi utenti e che non comprendano opere che rivestono carattere di rarità e di pregio”, i volumi oggetto di scarto sono esclusi da autorizzazione preventiva secondo quanto previsto dal Codice dei Beni culturali (D. Lgs. 42/2004 e s.m.i., art. 10, comma 2, lettera c).

L’assessore Veronica Ravagli aggiunge: “Mi sconvolge il fatto che componenti della ex maggioranza si siano svegliati oggi dopo 20 anni di incuria. Hanno abbandonato completamente un luogo contenente centinaia di libri infischiandosene a tal punto che si è allagato più volte e dove i ratti imperversavano lasciando escrementi ovunque, rendendo il magazzino un luogo malsano. Gli operatori impiegati a catalogare i libri rimanenti sono stati costretti ad utilizzare tute speciali per non entrare in contatto con muffe ed escrementi. Parte dei libri non può essere che destinata al macero: mi domando con quale coraggio il Pd li volesse destinare alle scuole. Ma fino ad oggi dove hanno vissuto queste persone?”

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