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Regolamento Urbanistico, il sindaco Persiani: «Ce l’abbiamo fatta»

Dopo 39 anni la città di Massa ha il suo strumento per la pianificazione del territorio

«Ce l’abbiamo fatta». Così il sindaco di Massa Francesco Persiani in occasione della conferenza stampa convocata per annunciare la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione del Regolamento Urbanistico. I ringraziamenti del primo cittadino sono stati rivolti agli uffici e a tutti «coloro che si sono adoperati per procedere speditamente per l’approvazione: il consiglio comunale, la maggioranza che ha condiviso l’idea dell’amministrazione». Poi, senza troppo esitazioni, subito le precisazioni: «Ovviamente queste sono le luci del regolamento urbanistico – spiega Persiani – poi ci saranno anche le parti più in ombra». Parti in ombra, cioè tutto quello che l’amministrazione Persiani avrebbe preferito non adottare. Si tratta infatti di uno strumento tanto, forse troppo, atteso. Il piano regolatore precedente risale al 1980, e in trentanove anni di cose, ma soprattutto di norme, ne sono cambiate. A spiegarlo è Vinicio Ticciati, dirigente del settore pianificazione del territorio: «E’ un piano regolatore che ha subito una lunga gestazione e un’infinità di varianti e variantine. Per la sua struttura non aveva le caratteristiche e i concetti dell’urbanistica moderna, principalmente nel bene, ma anche nel male. La città era bloccata da clausole di salvaguardie e regole vecchie». Sul tavolo della conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche il segretario comunale Federico Cuccolini e l’architetto Lorenzo Tonarelli, ci sono infatti due comuni di Massa: quello che è stato fino ad oggi, e quello che sarà domani. Il Regolamento sarà il punto di incontro, a livello urbanistico, fra passato e futuro: un modo per scattare una prima fotografia di come la città di Massa dovrebbe ridelineare il proprio profilo secondo la legge 65 del 2014 e 41 del 2018. Poi, per ultimare i dettagli, per aggiungere particolari a quello scatto ci sarà tempo: il piano strutturale e il piano operativo entreranno nel merito delle questioni, dentro ciò che per il momento resta genericamente in sospeso. «È uno strumento urbanistico – continua il sindaco Persiani – ereditato. Già impacchettato. Ma è un punto di partenza e di svolta, che molti cittadini, professionisti e categorie aspettavano da tempo. Questo servirà per sbloccare diverse situazioni che altrimenti restavano un po’ impantanate perché lo strumento normativo vigente limitava la possibilità di espansione compatibile e anche sostenibile sotto la tutela dell’ambiente. Con il regolamento urbanistico verrà inoltre consentito lo sviluppo economico, sociale e produttivo del territorio». Da ciò che è, a ciò che sarà il passo è breve: o forse no. In realtà sono molti i passaggi necessari per attuare i nuovi strumenti urbanistici: nuovi piani, sedute di consiglio, osservazioni e contro osservazioni. Insomma, 39 anni sono passati. Un anno in più non può certo fare la differenza.