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«L’opposizione non sa fare il proprio mestiere, non cerchi alibi»

L'amministrazione del sindaco Persiani replica alla minoranza che aveva protestato su quanto accaduto nel Consiglio di lunedì

Regolamento di cittadinanza attiva, interviene l’amministrazione comunale del sindaco Francesco Persiani che risponde all’opposizione che aveva detto «in Consiglio non c’è più democrazia». «Nessuno – è scritto in una nota di Palazzo Civico che riportiamo di seguito in forma integrale – ha impedito la discussione in Consiglio comunale. Se l’opposizione non sa fare il proprio mestiere non cerchi alibi».

Se la minoranza avesse veramente avuto a cuore la discussione del “Regolamento di collaborazione tra i cittadini attivi e il comune per la cura, la gestione condivisa e la valorizzazione dei beni comuni” non avrebbe dovuto abbandonare i lavori del Consiglio Comunale. Trattasi infatti di comportamento scorretto e irrispettoso verso l’istituzione e prima ancora verso la cittadinanza. Se la democrazia è stata calpestata – cosa di cui viene accusata questa amministrazione – ciò è avvenuto da parte dei consiglieri di minoranza che, anziché svolgere la loro funzione, hanno deciso, senza alcuna valida ragione, di rinunciare al confronto. Il centro sinistra forse ha capito che fare opposizione, ruolo a cui non era abituata, è ben diverso e più faticoso e invece di scappare dovrebbe provare a mettere in difficoltà nel merito l’attuale maggioranza che a tutti gli effetti appare, al contrario di quello che vorrebbero, del tutto compatta e coesa. Il Consiglio comunale è sovrano e se la maggioranza – che mai ha messo in dubbio il merito del Regolamento di cittadinanza attiva – ha deciso di proseguire nell’approvazione dell’atto è stato solo per rispetto verso la cittadinanza ed un lavoro durato mesi. Tant’è che la maggioranza ha discusso ed argomentato gli emendamenti dell’opposizione assente. Il Regolamento peraltro era già stato abbondantemente esaminato in commissione Affari istituzionali per ben sedici sedute. Ciò ha portato a modifiche e migliorie dell’atto ritenuto pronto per la sua approvazione e, ulteriori dubbi, potevano tranquillamente essere approfonditi durante il consiglio comunale di lunedì. A riprova di questo, è il fatto che alcuni emendamenti erano stati proposti e accettati dalla stessa commissione, mentre, solo a Consiglio comunale iniziato, Alternativa civica ne ha presentata un’altra decina. Eppure il consigliere comunale Dina Dell’Ertole, che di quella commissione fa parte, poteva avanzarli e discuterli o anche chiedere delucidazioni, in quella sede, se ne avesse avuto necessità. Ci spieghi poi, il consigliere Dell’Ertole, cosa intende con “errori” o “illogicità” dell’atto visto che i suoi emendamenti non andavano certo a correggere sviste di battitura, ma erano richieste ed aggiunte ben definite che l’amministrazione ha ritenuto non dover accogliere, tranne una. In consiglio comunale nessuno avrebbe negato un ulteriore approfondimento dei punti né d’altronde è stato impedito ai consiglieri di opposizione di apportare il loro contributo. Hanno perso quella facoltà nel momento in cui hanno scelto di lasciare la sala “10 aprile” preferendo ad una lunga discussione il bisogno di attaccare, ancora una volta, questa amministrazione e di non accettare il confronto. Confronto che, è bene sottolinearlo nuovamente, non è mai stato rifiutato. Da chi decanta i principi della democrazia e il rispetto verso un’istituzione sarebbe auspicabile un atteggiamento più riguardoso. O forse lo scopo era solo quello di rallentare i lavori del consiglio comunale e dell’amministrazione? Ma tant’è che così facendo l’opposizione ha di fatto bloccato anche l’iter della commissione paesaggistica non avendo potuto essere nominato proprio il loro componente.