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Disordini in Consiglio, Benedetti: esposto in Procura e Corte dei Conti

Il presidente del Consiglio comunale di Massa: «Chiedo di individuare gli eventuali responsabili che hanno causato l'interruzione della seduta»

«Egregio Signor Procuratore, a seguito dei gravi fatti accaduti in Consiglio Comunale a Massa il giorno 7 agosto 2019, mi sento costretto a denunciare quanto segue, poiché credo che qualsiasi tipo di azione violenta o disturbo che sia, compiuta all’interno delle istituzioni, non rappresenti solo una situazione di pericolosa inciviltà antidemocratrica, ma soprattutto un vero e proprio reato perseguito alla scopo di interrompere un servizio pubblico e in questi casi con l’aggravante della premeditazione, poiché i giorni precedenti, l’Associazione La Cerbaja e il movimento dei Carc avevano preannunciato pubblicamente sugli organi di informazione locale di volersi recare in Consiglio comunale con l’intenzione di disturbarlo ed interromperlo». Si apre così la lettera-esposto che il presidente del Consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti, ha inviato oggi, lunedì, alla Procura della Repubblica di Massa-Carrara.

«Di fronte a una folla che urlava a squarciagola – ha scritto Benedetti – e che faceva gesti assimililabili alla violenza corporale, dopo aver provato in tutti i modi di fare resistenza alle illegittime richieste di sospensione dell’assemblea, respinte al mittente per ben due volte dalla maggioranza del Consiglio e al momento della lettura della relazione da parte dell’assessore Paolo Balloni, disturbata a tal punto che non era possibile sentirne le parole, proponevo al Consiglio la definitiva interruzione che veniva accolta a maggioranza. Prima, però, portavo in votazione un atto prioritario e urgente per la città, come le modifiche al Regolamento per la costituzione ed il Funzionamento della Consulta Comunale dello Sport».

«E’ ovvio – prosegue il presidente dell’assemblea massese – che ci si stata premeditazione e che la responsabilità dell’interruzione ricade esclusivamente sui contestatori, che inveivano con gravi offese contro il sottoscritto, ma anche contro gli assessori e consiglieri, in particolare l’assessore Veronica Ravagli. Gli stessi consiglieri di minoranza urlavano, anche frasi sconnesse e offensive, contro l’amministrazione comunale e boicattovano il Consiglio con numerose richieste di parola, decidendo poi di abbandonarlo per cercare di mettere ulteriormente in difficoltà la maggioranza.
Faccio presente che tutto il Consiglio comunale è stato ripreso dall’emittente Antenna 3, che gode di un contratto in esclusiva per la trasmissione della diretta televisiva e che gli stessi agenti della Questura hanno ripreso le fasi più salienti della protesta. Per quanto sopra, chiedo che la Procura avvii le indagini per identificare gli eventuali responsabili che hanno causato l’interruzione del Consiglio Comunale, in applicazione dell’art. 340, comma 1 del Codice Penale, per condotta dolosa tesa a cagionare una alterazione del funzionamento del Consiglio stesso. La informo che ho inviato anche un esposto alla Corte dei Conti con la richiesta di accertare l’esistenza  o meno di un danno alle casse comunali, poiché il Consiglio ha avuto un costo sia per quanto riguarda i gettoni di presenza, sia per i costi vivi affrontati dal Comune».