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Scoppia il caos in Consiglio. «Colpa di Benedetti e della maggioranza»

Sulla bagarre scoppiata ieri sera nell'assemblea massese interviene il consigliere del Movimento 5 Stelle Menchini: «È una questione di democrazia»

“Quando il buon senso e la logica vengono calpestati dall’arroganza e da una manifesta incapacità a gestire qualsiasi tipo di criticità succede quello che è successo in Consiglio Comunale questa sera: il caos”. Non le manda a dire il consigliere del Movimento 5 Stelle di Massa, Paolo Menchini che se la prende con il presidente del Consiglio comunale Stefano Benedetti e con tutta la maggioranza.

“Alla luce delle insistite proteste del pubblico, intervenuto numerosissimo in Consiglio sulla scia delle polemiche generate intorno al parco di Ricortola e al ritiro della concessione all’associazione che lo gestiva (La Cerbaja, ndr), abbiamo chiesto, in tutti i modi possibili, una sospensione di qualche minuto per permettere di riportare la giusta calma, aspettare il ritorno in sala del sindaco Francesco Persiani che nel frattempo si era trattenuto con una piccola delegazione dell’associazione, e quindi riprendere i lavori del Consiglio. Niente da fare. Il presidente Benedetti e tutta la sua maggioranza ha votato contro alle diverse richieste di sospensione preferendo continuare nella confusione generale.”

“Non ne faccio una questione di stile” continua il consigliere pentastellato, “ma di democrazia, che ho visto venire meno stasera. Nessuno è riuscito ad ascoltare l’intervento dell’assessore Balloni che illustrava le modifiche al Regolamento della consulta per lo sport, non c’è stato dibattito e si è arrivati velocemente alle dichiarazioni di voto con una giustificazione assurda del presidente: ‘Tanto è già stato discusso e approvato in commissione’. Fermo restando che il M5S non fa parte della Commissione che ha discusso il regolamento, la cosa grave è non essere riusciti a permettere lo svolgimento del dibattito e aver approvato un documento con la minoranza costretta, non saprei quale altro termine usare, ad alzare la scheda e uscire in segno di protesta.”

“Neppure la surroga del consigliere Bordigoni, decaduto dopo la sentenza di ineleggibilità della Corte di Appello di Genova, può essere una giustificazione, è palese che la sostituzione con la prima dei non eletti, Roberta Dei, abbia creato non poche tensioni in Forza Italia; in tutti i casi certe dinamiche interne ai partiti devono essere lasciate fuori dai lavori del Consiglio, il quale necessita di essere gestito in modo migliore e democratico. Oggi non è stato così, o meglio, ancora una volta non è stato così”.