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Bagarre in Consiglio, è la "riscossa popolare". Benedetti: «Tensione, ma non troppa»

Cronaca di una serata infuocata per la revoca della concessione nella gestione del parco di Ricortola

Dal parco di Ricortola “la riscossa popolare” si è spostata in Consiglio comunale. Ieri pomeriggio, mercoledì, Palazzo civico è stato teatro di una forte contestazione da parte dell’associazione La Cerbaja e dai militanti e dalle militanti del partito dei Carc, i comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo. Fuori dall’edificio di via Porta Fabbrica un discreto dispiegamento di forze dell’ordine con l’obiettivo di garantire lo svolgimento della manifestazione in totale sicurezza.

L’atmosfera, in aula, si è accesa sin dai primi minuti di Consiglio e nel giro di poco è scoppiata la confusione. Una confusione tale da far chiedere al consigliere di minoranza Gabriele Carioli (Pd) la sospensione di 20 minuti del Consiglio per ascoltare una delegazione de La Cerbaja, associazione che è stata oggetto, nei giorni scorsi, di un esposto presentato dal presidente del consiglio, nonché forzista, Stefano Benedetti. Ma anche oggetto di un atto, firmato da un dirigente comunale, che determina la revoca della sua concessione per la gestione del parco di Ricortola.

Il sindaco, dopo aver riformulato la richiesta di Carioli, si è mostrato favorevole ad una sospensione di 5 minuti della seduta. La sua maggioranza non ha però visto di buon occhio l’okay e gli ha negato la richiesta, votando contro. Il sindaco ha deciso di ascoltare comunque la delegazione dell’associazione, lasciando la sala consiliare nelle mani del presidente del consiglio Benedetti. E qui s’infuria la bufera.

I manifestanti hanno continuato a protestare richiedendo la sospensione della seduta, così da discutere nell’immediato l’esito dell’incontro avvenuto fra il sindaco e la delegazione, spiegano. Benedetti ha preferito continuare i lavori giustificando la decisione presa asserendo che le richieste dei presenti erano state accolte. Il consiglio è continuato fino alla votazione del regolamento della consulta dello sport. Un atto che è stato “discusso” tra fischi e proteste. Al termine della votazione il presidente del consiglio ha chiuso la seduta prima della presentazione delle interpellanze. «Non c’era una tensione tale da dover sospendere un consiglio – commenta Benedetti – Nessuno è saltato di qua o di là. Facevano chiasso per disturbarci ma ho deciso di andare avanti perché c’erano pratiche importanti da affrontare. Dopo aver visto che gli animi non si placavano ho deciso di mettere in votazione la proposta della presidenza del consiglio di porre fine alla seduta».

CAMILLA PALAGI