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«Non è il nostro Regolamento ma Massa non poteva più aspettare»

Il sindaco Persiani commenta l'approvazione del Consiglio comunale dello strumento urbanistico: «Avremmo studiato una città diversa»

“Con grande senso di responsabilità il Consiglio comunale ieri, martedì, ha approvato il Regolamento urbanistico. Finalmente Massa, dopo decenni, sarà dotata di uno strumento pianificatorio in linea con le norme regionali vigenti. Non è il nostro Ru: noi avremmo studiato e pianificato una città diversa, ma lo abbiamo trovato quando ci siamo insediati ed abbiamo scelto di completare l’iter nel più breve tempo possibile proprio perché la città non poteva più aspettare”. Sono le parole del sindaco Francesco Persiani il giorno dopo l’approvazione avvenuta con 19 voti favorevoli, 5 contrari (Alternativa civica e M5S) e 6 astenuti, ovvero i consiglieri espressione del Pd e di quella sinistra che faceva parte della precedente amministrazione e che questo Regolamento lo ha costruito e ne ha rivendicato a più riprese la paternità, salvo poi non votarlo.

“Il Pd e il consigliere Volpi, quest’ultimo presente per la terza volta in Consiglio comunale nell’ultimo anno, hanno addirittura sollecitato che il prossimo Piano Strutturale vedesse quali protagonisti i cittadini e la loro partecipazione; quella partecipazione che la sinistra per prima non ha rispettato quando è stato il suo momento. Stiano tranquilli sul fatto che noi renderemo il nuovo percorso trasparente e partecipato. E non si preoccupino delle nostre idee: a oggi non abbiamo ancora avuto l’occasione di poterle mettere in atto dovendo rimediare ai tanti errori del passato e alle cose fatte male e a metà dalla sinistra, ma posso assicurare che ne abbiamo molte e tutte innovative oltreché rispettose delle esigenze del territorio. Semmai sorprende che ancora la sinistra locale continui a proclamarsi unica detentrice della verità dopo aver distrutto per anni anche quel poco di buono che c’era. Hanno avuto la loro occasione e non l’hanno saputa sfruttare: adesso ci lascino lavorare. Non abbiamo certo bisogno dei consigli dei cattivi maestri”.

“Fin dalla campagna elettorale – precisa l’amministrazione comunale – la scelta del centrodestra è stata quella di portare in Regione l’atto così come era stato predisposto e, ricordiamo, solo adottato e controdedotto dalla precedente amministrazione e non approvato come invece avevano annunciato alla cittadinanza – con l’intento di migliorarlo e modificarlo per quanto consentito. L’amministrazione ha quindi ragionato sulle correzioni, ha deciso di lasciare momentaneamente fuori dal Ru l’area di Ronchi-Poveromo che avrebbe comportato ulteriori studi, analisi e modifiche da parte della conferenza paesaggistica rallentando ulteriormente i tempi. E questa scelta si è rivelata vincente. Dopo quattro sedute della Conferenza paesaggistica e due riunioni finali, il 5 e 9 luglio scorsi, il Regolamento urbanistico di Massa è stato ritenuto conforme al Piano d’indirizzo territoriale, con valenza di piano paesaggistico. Le modifiche apportate sono state tutte prescritte e imposte dalla Regione”.

“In un anno siamo riusciti dove il centro sinistra ha miseramente fallito, dimostrando anche nella seduta Consiliare di ieri sera di non avere a cuore il bene e l’interesse del territorio e dei suoi abitanti, dimostrando che se fossero stati ancora loro al governo della città quasi sicuramente ancora il Ru non avrebbe visto la luce” aggiunge il primo cittadino che ci tiene a non volere meriti per quanto riguarda i contenuti dello strumento urbanistico sottolineando che quello della sua amministrazione sarebbe stato ben diverso.

Motivo per cui “la vera sfida sarà il Piano strutturale, il cui percorso dovrà necessariamente essere avviato entro novembre, e che andrà a definire la città del futuro e la visione del centro destra”. “E’ però nostro il merito di aver concluso un iter complesso e per niente scontato”, commenta ancora il sindaco, “se lo avessimo portato a Firenze così come confezionato dalla precedente amministrazione probabilmente oggi non avremo raggiunto questo risultato storico. I privati, le imprese e i professionisti non potevano più aspettare un atto che veniva promesso da troppo tempo e che per quasi quarant’anni chi ci ha preceduto non è stato in grado di completare, bloccando così lo sviluppo di Massa”. A questo punto, a parte la doverosa ripubblicazione delle parti che hanno subito sostanziali modifiche, l’atto tornerà in Regione per la “bollinatura” finale, poi sarà pubblicato sul Burt e dopo 30 giorni diventerà operativo.