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Cava Fornace, il Comune di Pietrasanta: «Vogliono ampliare la discarica»

L'amministrazione comunale versiliese interviene sull'argomento che ha riacceso le preoccupazione dei comitati: «La Regione Toscana vigili sui lavori»

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L’amministrazione comunale di Pietrasanta ha ufficialmente richiesto, con una lettera, chiarimenti in merito “all’ampliamento della discarica” di Cava Fornace. Ad anticipare l’azione alcuni giorni fa era stato l’assessore all’ambiente e vice sindaco, Elisa Bartoli. Nella lettera, indirizzata a Programma Ambiente Apuane, Regione Toscana e al Comune di Montignoso, l’amministrazione Giovannetti ha formalmente richiesto chiarimenti rispetto alla pubblicazione dell’avviso esplorativo con il quale l’azienda richiedeva manifestazioni di interesse per lavori di scavo per ampliamento discarica rifiuti solidi.

Era stato proprio quel “ampliamento discarica” a mettere in allarme i comitati e residenti che vogliono essere informati: “Questa amministrazione – scrive la Bartoli – a oggi non è in grado di fornire ai cittadini informazioni in merito. Pertanto siamo a chiedere di chiarire meglio la consistenza dei lavori, la finalità e la zona di piazzale interessata e la corrispondenza degli stessi rispetto al contenuto dell’Aia rilasciata”.

L’amministrazione pietrasantina ha inoltre chiesto alla Regione Toscana di “vigilare sui lavori”. “L’obiettivo della nostra amministrazione – spiega ancora la Bartoli – non è cambiato. Vogliamo la chiusura del sito in completa sicurezza. Ma pretendiamo anche contestualmente un’attività di vigilanza, da parte della Regione Toscana e dei soggetti che hanno autorizzato il sito, ed informazione puntuale nei confronti della comunità che deve convivere con questa attività. I documenti, per quel che riguarda la nostra attività, sono presenti sul sito del comune e sono a disposizione di tutti coloro che hanno voglia di valutare e capire quello che la nostra amministrazione ha fatto in un anno. Stiamo facendo tutto quello che un ente pubblico, come un comune, per altro marginalmente interessato dalla cava visto che ricade solo per una piccola percentuale sul nostro territorio, può fare. Ma lo stiamo facendo – conclude la Bartoli – come se il sito fosse sul nostro territorio per la totalità del suo perimetro poiché la tutela dell’ambiente e della salute, ed il futuro delle nostre risorse sono un diritto dei nostri figli che noi dobbiamo garantirgli”.

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