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«L’inquinamento c’è da anni ma si svegliano oggi. Manovra contro di noi?»

I dubbi del presidente del Consiglio comunale di Massa, Benedetti: «Non vorrei che ci fosse qualcosa di strano, forse di politico, contro l'amministrazione di centrodestra»

«In questi giorni è stata confermata una elevata contaminazione microbiologica del mare e della foce del Lavello, tale da danneggiare l’immagine del nostro territorio dal punto di vista turistico e il divieto di balneazione istituito fino a ieri, ha ulteriormente aggravato la situazione fino ad arrivare a diverse disdette di soggiorno in Partaccia». Si apre così la nota del presidente del Consiglio comunale e consigliere di Forza Italia Stefano Benedetti che solleva i suoi dubbi sulla politica che

«Si tratta – afferma – principalmente di grosse quantità escherichia coli, come se i liquami non fossero stati depurati e ciò mi spinge a fare una riflessione sulle responsabilità di tale situazione. Per prima cosa devo evidenziare che l’inquinamento non è apparso improvvisamente oggi, ma c’è sempre stato e la riprova la troviamo nelle tante sanzioni che Arpat ha contestato a Gaia negli anni precedenti, sanzioni tra l’altro mai pagate e mai rese pubbliche. A questo punto sindaco, credo che dovremmo farci consegnare da Arpat e Gaia tutte le analisi fatte nel corso degli ultimi anni e verificare se i valori Nel periodo estivo erano più o meno simili ed in tal caso contestare ai responsabili di Gaia l’omertà e il silenzio, ma non solo, anche il fatto che ogni qual volta i residenti protestavano per i miasmi o per gli scarichi di liquami nel Lavello, la società smentiva sempre qualsiasi forma di inquinamento e nel caso delle morie di pesci addossava le responsabilità alla mancata ossigenazione dell’acqua. Queste cose non possiamo dimenticarle, ma dobbiamo denunciare alla magistratura il comportamento dei dirigenti che, nonostante, utilizzassero il denaro dei contribuenti, non ha mai avanzato proposte di miglioramento e messo in campo interventi strutturali, escluso l’ultimo che è sempre andato a rallentatore. Se i valori alti riscontrati quest’anno erano già stati rilevati negli anni passati, per quale motivo si è aspettato solo oggi ad intervenire e ordinare il divieto di balneazione in piena estate? Non vorrei che dietro a questa manovra e a quella delle bonifiche della falda dei terreni inquinati, ci fosse qualcosa di strano, forse di politico, contro l’attuale amministrazione e anche questo fatto dovrà essere accertato. Per il resto, ribadisco che è necessario entrare in possesso delle analisi degli ultimi dieci anni e poi procedere con le denunce nei confronti dei responsabili, i quali, dovranno risarcire anche i danni al settore turistico, che non sono sicuramente poca cosa».