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«Ieri vestiva Sss, una pagliacciata le celebrazioni di Benedetti». In 700 in piazza

Liberazione di Massa: la manifestazione dell'Anpi e degli antifascisti ma il Pd sembra ancora diviso

Circa 700 persone sono scese in piazza per la manifestazione organizzata dall’Anpi in occasione del 74° anniversario della liberazione di Massa. Si conclude così la prima vera disputa fra l’amministrazione comunale di Francesco Persiani e la sezione locale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, e più in generale parte del centro sinistra del comune di Massa. Si conclude con una cerimonia istituzionale al mattino, senza i rappresentanti della resistenza apuana, e con un corteo nel centro storico ricco di bandiere rosse al pomeriggio, senza i membri della giunta. Entrambe le cerimonie per ricordare la liberazione della città di Massa dall’oppressione nazi- fascista, come sottolineato dal presidente dell’Anpi locale Oliviero Bigini: «Quel giorno (il 10 aprile 1945, ndc) le persone si abbracciavano per strada. Eppure, solo qualche ora prima, se capitava di incontrare un individuo che non conoscevamo ci domandavamo: chi è quella persona? Ne avevamo paura. Qualcosa quel giorno invece era cambiato. Ci abbracciavamo e piangevamo senza saperne il motivo. È difficile descriverlo, se fossi un pittore lo dipingerei come un momento pieno di colori, un arcobaleno. Se fossi un musicista invece come una mazurca. Era l’amore che ci faceva piangere, ma non lo sapevamo. Il 10 aprile è stata la liberazione, una giornata di speranza nella pace».

Il presidente dell’Anpi ha sottolineato che la manifestazione non è “contro l’amministrazione”, anche se in piazza in molti hanno voluto prendere in maniera forte e chiara le distanze dalla giunta Persiani. «Il 10 aprile – scrivono in un volantino gli antifascisti e le antifasciste di Massa-Carrara e Montignoso – siamo in piazza per non dimenticare chi lottò e combatté il nazi-fascismo, per valorizzarne quell’esperienza e gli insegnamenti utili alla lotta di oggi. Un impegno e un’assunzione di responsabilità per contrastare la campagna politica revisionista e mediatica in corso, che capovolge tutto a proprio uso e consumo come la stessa manipolazione e la falsificazione della storia. Siamo in piazza per ribadire il ruolo fondamentale delle formazioni partigiane e dei movimenti di massa antifascisti, impegnati a non delegare ad altro e ad altri la lotta per la trasformazione radicale della società. Siamo in piazza per sostenere che con questa amministrazione né si tratta, né si contratta, e tanto meno si condividono corone al monumento dei partigiani caduti per mano fascista. Atti e fatti, errori politici, che rischiano di vanificare la mobilitazione di queste settimane contro l’installazione della lapide al podestà fascista Ubaldo Bellugi, legittimando così tali amministrazioni».

Anche Casa Rossa Occupata non le manda a dire: «Le commemorazioni ufficiali con Benedetti a parlare di resistenza apuana, lo stesso che fondò le ronde SSS e non ha mai nascosto le sue simpatie fasciste né le sue posizioni razziste, sono state una pagliacciata». E una frecciata la scocca anche al centro sinistra che ha amministrato la città negli anni passati: «La sinistra democratica, politica e sindacale negli anni ha preparato il terreno per revisionismi e sciacalli vari con le manovre antipopolari come il Jobs act o il piano Casa lupi, creando miseria e disuguaglianze, che sono l’ossigeno con cui il fascismo respira» .

Un capitolo a parte lo merita il Partito Democratico e i consiglieri comunali di minoranza che hanno partecipato alla manifestazione dell’Anpi. Presente Luana Mencarelli del Movimento 5 Stelle e Andrea Barotti di Alternativa Civica. E presenti erano anche Stefano Alberti (Pd), Uilian Berti (Mdp) Gabriele Carioli (Pd), Giovanni Giusti (Pd), Agostino Incoronato (Uniti per la città), Elena Mosti (Volpi sindaco) e Alessandro Volpi (Pd) firmatari del documento che annunciava la loro partecipazione al corteo, per celebrare un «10 Aprile (…) fondante di un sistema di valori, edificati dalla lotta di Resistenza e dal sacrificio della sue genti, un antifascismo valoriale (democrazia e libertà) e non solo di condanna verso un sistema dittatoriale». Insieme a loro il consigliere regionale del Pd, Giacomo Bugliani, e l’assessore regionale Vittorio Bugli. Assente invece l’onorevole Martina Nardi (Pd) nonostante la nota inviata alla stampa con la quale chiedeva all’Anpi di partecipare alla cerimonia istituzionale organizzata dall’amministrazione comunale: «Non mancate alla festa per la nostra Liberazione – chiedeva Nardi – Ci rivolgiamo a voi che ci avete insegnato il valore delle istituzioni e l’importanza dei luoghi elettivi come sono i consigli comunali». Insomma, nuove spaccature all’orizzonte per il centro sinistra locale? Diviso, sembra, fra un antifascismo che preferisce ripartire dall’auto-organizzazione e dalla militanza nelle piazze, e un antifascismo che rifiuta “di ritirarsi sull’Aventino” e chiede di restare e lottare per un riconoscimento istituzionale.

In piazza anche la Cgil di Massa-Carrara, Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, gli anarchici, il Partito Comunista, l’Accademia della pace, Left, Casa Rossa, il collettivo femminista Kall e cittadini privi di appartenenza ad un partito uniti nell’antifascismo. Il corteo formato da 700 persone ha attraversato il centro storico e realizzato delle brevi soste ai cippi dedicati al partigiano Arnaldo Pegollo, al busto del comandante Vico e al monumento di Cascella in largo Matteotti. In piazza Mercurio si è tenuto il concerto di Marco Rovelli e Davide Giromini. La disputa fra Anpi e amministrazione ha dato vita ad un fiume di bandiere rosse che ha attraversato la città. Ora ci sarà da capire come si muoverà la giunta per le celebrazioni del 25 aprile dopo le affermazioni del leader della Lega Matteo Salvini che chiede di “guardare al futuro”. Parole pronunciate nei mesi passati anche dal primo cittadino del Comune di Massa