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Abolire il femminile nel regolamento comunale? Scatta il mail bombing contro l’assessora

La protesta via posta elettronica indirizzata alla titolare delle pari opportunità di Massa Amelia Zanti. La maggioranza vorrebbe eliminare le declinazioni femminili dei ruoli istituzionali

“Mail bombing”, un bombardamento via posta elettronica indirizzato all’assessora alle pari opportunità Amelia Zanti. Questo il perché: «Carissime cittadine e carissimi cittadini, nuovi segnali oscurantisti dal lavoro della nuova amministrazione e maggioranza. La commissione affari istituzionali ha accolto un emendamento, durante la stesura del nuovo regolamento del consiglio comunale (votato dalla maggioranza e rifiutato dalla minoranza) che prevede l’eliminazione dal documento del linguaggio di genere». In occasione della discussione del regolamento del Consiglio comunale, avvenuta in commissione affari istituzionali, la maggioranza ha infatti presentato un emendamento per eliminare le declinazioni al femminile dei ruoli istituzionali.

Il presidente della commissione Agostino Incoronato, del gruppo di minoranza Uniti per la città, riassume la discussione: «La maggioranza ha sottolineato che questo emendamento renderebbe di più facile lettura il documento. Non tiene conto delle esigenze delle ragazze, ma con un solo genere è più leggibile. Durante la votazione mi sono astenuto ma potrei fare diversamente in consiglio (il regolamento dovrà essere approvato nelle prossime settimane, ndc). Comunque richiederò anche il parere del segretario generale prima della seduta».

Molte le critiche all’introduzione dell’emendamento voluto dalla maggioranza, che con questa abolizione rischia di scatenare le espressioni locali del movimento transfemminista “Non una di meno”, sceso in piazza a Verona solo pochi giorni fa. L’associazione Arpa di Massa, che da anni promuove iniziative per il raggiungimento della parità uomo – donna, commenta la decisione della maggioranza: «Occuparsi di linguaggio di genere non significa concentrarsi su un aspetto formale della lingua italiana. La lingua infatti non è solo uno strumento di comunicazione ma riflette ed esplicita identità e valori della società che la utilizza e, allo stesso tempo, influenza il modo di pensare, interpretare e definire la realtà». Ciò che non viene nominato, scrivono, non esiste: «Di conseguenza la prevalenza del genere maschile nella lingua italiana riflette l’effettiva asimmetria di potere esistente nella nostra società». «È una questione culturale prima ancora che linguistica ed è chiaro che la cancellazione della metà del genere umano da un documento ufficiale sia un atto simbolico che ancora una volta discrimina ed esclude le donne. Chiediamo che l’ Assessora Zanti con delega alle pari opportunità e il Sindaco come garante dei diritti di tutte e tutti cittadine/i rifiutino a gran voce questa proposta che ci riporta indietro di anni».

La rete antisessista di Massa Carrara promuove la stessa richiesta, e invita ad indirizzare all’assessora Zanti l’appello: “Sommergiamola di mail, facciamo valere la nostra voce, da oggi fino a domenica, coinvolgiamo più persone possibili, ogni mail è un gesto di ribellione”.

(foto: repertorio)