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L’Anpi diserta il Consiglio comunale solenne sulla Liberazione di Massa

Il presidente Benedetti: «Chiedo al Oliviero Bigini di ripensarci perché la storia della liberazione non può finire in questo modo in mano a soggetti che la strumentalizzano per fini politici, ma deve restare patrimonio di tutti»

«Ora sappiamo ufficialmente che l’Anpi, dopo vari tentativi fatti dal sottoscritto per tentare di trovare una condivisione sulla festa del 10 aprile in occasione del 74° anniversario della Liberazione di Massa, non parteciperà al Consiglio Comunale solenne e ciò genera parecchie perplessità sulla buona fede dei post partigiani che, da quando la nuova amministrazione si è insediata, cercano continuamente di metterci il bastone fra le ruote». Lo afferma Stefano Benedetti, presidente del Consiglio comunale di Massa.

«Infatti – prosegue il politico – proprio stamani è stata pubblicata una locandina che annuncia la manifestazione dell’Anpi per il 10 aprile alle ore 17.30 patrocinata dalla Provincia di Massa-Carrara con la partecipazione del Vice Presidente della Regione Toscana e con diversi gruppi e soggetti di estrema sinistra, insomma, una roba tutta interna alla sinistra che evidentemente non ha ancora capito che il patrimonio storico culturale della città non è di loro esclusiva, ma di tutti coloro che fanno riferimento ai valori di libertà e democrazia. Spiace dover constatare che l’Anpi collabora con il Comune di Massa solo quando si tratta di incassare i contributi che, tra il 2017 e 2018, sono stati di circa 30.000 euro, soldi di tutti i cittadini, gli stessi che oggi ci chiedono di stringerci tutti insieme intorno alla nostra comunità in un momento di particolare raccoglimento per ricordare la tragedia della popolazione locale che ha subito la violenza nazi-fascista».

«Di fronte a ciò – sottolinea Benedetti – l’Anpi prende le distanze disertando il Consiglio Comunale solenne che si celebra nella sala che rappresenta per eccellenza proprio il giorno della Liberazione di Massa e noi non ci faremo mettere in ginocchio dal punto di vista organizzativo e svolgeremo senza nessun problema l’iniziativa coinvolgendo prima di tutto le scolaresche, le associazioni d’arma e le istituzioni americane per ribadire che l’America ha dato il maggior contributo alla Liberazione della città e dell’Italia tutta e che i militari regolari durante il conflitto hanno subito perdite enormi, di cui spesso ci dimentichiamo. Al Presidente dell’Anpi Oliviero Bigini, il quale ha abbandonato la riunione organizzata dai Consiglieri Comunali e dai rappresentati delle associazioni d’arma, dandoci dei fascisti a tutti, chiedo di ripensarci perché la storia della liberazione non può finire in questo modo in mano a soggetti che la strumentalizzano per fini politici, ma deve restare patrimonio di tutti e soprattutto di coloro che dall’interno delle istituzioni hanno il dovere di passare il testimone alle giovani generazioni».