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«Non mi costituirò parte civile, la città ha risposto eleggendo me»

Così il sindaco De Pasquale sul processo alla senatrice Bottici secondo cui l'amministrazione Zubbani avesse dei rapporti «pseudomafiosi» col mondo del marmo. Il tema del lapideo torna in Consiglio

“Se l’amministrazione uscente fosse collusa col mondo del marmo? La cittadinanza ha già risposto eleggendo me”. Così il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale ha ribattuto alla consigliera socialista Giuseppina Andreazzoli, in seguito alla richiesta che il primo cittadino si costituisse parte civile contro la senatrice pentastellata Laura Bottici, accusata di aver infamato l’ex giunta e la cittadinanza. Infuocata la replica di Andrea Vannucci: “Sindaco, ma lei è normale?”.

La senatrice grillina aveva puntato il dito contro l’amministrazione Zubbani, suggerendo che avesse rapporti “pseudomafiosi” col mondo del marmo. Querelata dall’ex sindaco Angelo Zubbani, è comparsa in tribunale il 13 marzo. L’udienza è stata rinviata al prossimo 21 giugno.
“Sono venuto a conoscenza di questa querelle giudiziaria solo ieri, contattato dalla consigliera Andreazzoli – ha affermato il sindaco – a dicembre l’ufficio legale non mi aveva coinvolto nella vicenda. Le dichiarazioni della senatrice sono opinioni personali, di cui risponderà in tribunale. Non mi costituirò parte civile perché la collettività ha già risposto con l’elezione del sottoscritto”. Un’affermazione che ha infiammato la platea e in particolare il consigliere Vannucci: “Sindaco, lei sostiene che i cittadini hanno mandato a casa dei mafiosi per scegliere lei, campione dell’antimafia. E se dava loro dei mafiosi era perché non facevano pagare i beni estimati, esattamente come lei. Sindaco, ma lei è normale?”.

Si è parlato ancora di marmo, più precisamente della proposta di Piano Regionale Cave adottata nelle scorse settimane dalla Giunta Regionale che il Comune di Carrara ha scelto di non siglare. Secondo il sindaco De Pasquale, i tecnici della Regione considererebbero le terre alla stregua di rifiuti. Piazza 2 giugno non aveva firmato il verbale di accordo parlando di “mancata introduzione di ulteriori correttivi ai quantitativi di materiale da non contabilizzare ai fini del dimensionamento e della resa.” Il consigliere dem Cristiano Bottici, considerato che l’attuale proposta prevede una percentuale di resa minima in blocchi tra il 25 e il 30%, ha chiesto quale fosse la quota ideale amministrazione. Domandando quali fossero gli elementi ostativi contenuti dal piano tali da rendere difficoltosa l’asportazione delle terre.” De Pasquale ha replicato: “L’accordo non è stato firmato perché il testo non ha mai recepito che il Prc fosse un punto di partenza soggetto a modifiche.” La quota a cui tendere, per il sindaco, è comunque la percentuale del 25%. Quanto alle terre, ha affermato: “I tecnici della Regione partono dal presupposto di considerarle come rifiuti. Nel momento in cui la normativa di riferimento diventa quella dei rifiuti noi le terre, da lassù, non le riusciamo più a togliere.”