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«Costi troppo alti per i depuratori. Inefficienza significa inquinamento»

Paolo Menchini, consigliere del M5s di Massa: «Si potrebbe risparmiare un 30% in più allineandoci agli altri gestori»

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“La questione del Lavello sta mettendo in luce una serie di criticità che riguardano tutti i cittadini; certamente chi abita quella zona soffre oltremodo il disagio degli odori nauseabondi che a tratti è ben al di là della soglia di sopportazione, ma in ballo ci sono soprattutto la gestione della depurazione – i cui costi finiscono nella bolletta dell’acqua – e poi tutto l’aspetto sanitario.” Introduce così il consigliere del Movimento 5 Stelle di Massa, Paolo Menchini, la sua analisi di quanto emerso dalle prime audizioni della commissione Ambiente.

“Sapevo che i depuratori sono in emergenza a seguito della sentenza del Tar Lombardia che ha di fatto impedito il conferimento dei fanghi in agricoltura, ma un aspetto che mi ha particolarmente stupito sono i costi e l’inefficienza degli impianti. In Gaia vengono prodotte circa 2 mila tonnellate al mese di fanghi di depurazione, se questa fosse la media di tutti e sette i gestori della Toscana, il totale dovrebbe fare 14mila tonnellate e invece arriviamo appena a 9mila; è evidente che c’è un problema di produzione di fanghi in Gaia che in parte è spiegato dal fatto che per il loro trattamento, alcuni impianti, come il Lavello 1, usano ancora la nastro pressa anziché la più efficiente centrifuga. Facendo un conto a spanne, solo allineandoci all’efficienza degli altri gestori si potrebbe risparmiare circa un 30% e invece lo scenario prospettato è di un’ulteriore aumento. In questo quadro stupisce ancora di più venire a conoscenza che per i lavori di ammodernamento e potenziamento del depuratore Lavello 1 – lavori che dovrebbero concludersi verso febbraio del prossimo anno – non hanno previsto di sostituire la vecchia nastro pressa con una centrifuga.
Tutto questo ovviamente ha un prezzo, perché lo smaltimento dei fanghi ci costa più o meno 145 euro alla tonnellata – quasi 3milioni e mezzo di euro all’anno – ma la cifra, come detto, è destinata ad aumentare addirittura fino a 200 euro a tonnellata.”

“Inefficienza, in questo caso, fa rima con inquinamento” conclude il consigliere Menchini: “perché in quasi tutte le occasioni che Arpat ha fatto sopralluoghi nella zona Lavello – una ventina di volte dall’inizio dell’anno – ha sanzionato Gaia per sforamento dei livelli di azoto ammoniacale e azoto nitrico. Se da un lato questo problema si dovrebbe finalmente risolvere con i lavori al depuratore Lavello 1, per arrivare a soluzioni definitive ci sarà comunque da mettere in campo azioni più articolate”.

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