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Il 2018 si apre con l’incognita dei dipendenti della Progetto Carrara

La Cisl denuncia: 25 dipendenti della Progetto inseriti nel "listone" regionale. Sarebbero dovuti passare in Amia

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Il 2018 ormai alle porte si apre con l’incognita del futuro lavorativo dei 25 dipendenti della Progetto Carrara, compresi gli ausiliari del traffico, che sarebbero dovuti passare a Amia. La denuncia è di Luca Mannini della Cisl che attacca la Cgil:”Qualche Organizzazione Sindacale in questi mesi, pensando di essere a giocare una partita alla Slot Machine, ha continuato a tirare la leva sperando di vincere il Jackpot ma alla fine ha perso tutto. Il problema è che chi ha continuato a “giocare” non ha scommesso il proprio lavoro ma il Lavoro dei Dipendenti della Progetto Carrara!”.

Poi spiega la situazione che si è venuta a creare: “Noi lo abbiamo gridato tante volte ad alta voce: “firmiamo perché a fine anno i Lavoratori della Progetto Carrara rischiano di perdere il Lavoro e andare in un listone Regionale in attesa di ricollocamento”. L’accordo era quasi fatto. Rispetto alla prima bozza presentataci dall’Attuale Amministrazione Comunale avevamo fatto passi da gigante, tanto da incassare l’ok dei Lavoratori alla firma. L’Accordo nel suo insieme, era migliore di quello sottoscritto sotto l’Amministrazione Zubbani che invece prevedeva quattro esuberi. Ciò nonostante, qualche Organizzazione Sindacale non ne ha voluto sapere di firmare, ha voluto ritardare, perdere tempo, giocare al più uno”.

La Cisl spiega che il “Governo ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto Attuativo del 9 novembre 2017 che da disposizioni sull’Attuazione dell’art. 25 del Decreto Legislativo 19 agosto 2016 n°175 così come modificato con Decreto Legislativo 16 giugno 2017 n°100. In poche parole non ci si può più avvalere dell’art.19 “Mobilità di Personale tra Partecipate” per cui niente Accordo Quadro per il trasferimento dei Lavoratori dalla Progetto Carrara in Amia”.

“Adesso c’è necessità immediata di aprire un Tavolo con l’Amministrazione per capire se ci sono sbocchi o strade alternative. Noi abbiamo già chiesto ai nostri legali di esaminare tutte le carte. Non lasceremo da soli i Lavoratori. Bisogna trovare una soluzione. Abbiamo l’obbligo di trovare una soluzione e salvare il salvabile da chi non ha posto Responsabilità e Saggezza in questa vicenda. Adesso la Regione avrà sei mesi di tempo per formare e gestire l’elenco dei lavoratori dichiarati eccedenti e dovrà agevolare i processi di mobilità in ambito regionale con modalità ben definite. Trascorsi sei mesi la Regione trasmetterà gli elenchi dei Lavoratori dichiarati eccedenti e non ancora ricollocati all’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del lavoro che dovrà gestire l’elenco dei Lavoratori dichiarati in esubero e non ancora ricollocati”.

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