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Marmo, PRC: "Inserire nel regolamento clausole che vincolino concessioni"

"L'assegnazione sia subordinata alla lavorazione in loco, ai controlli sicurezza e al rispetto dei contratti di lavoro"

Rifondazione comunista ha accolto “con preoccupazione” l’esito dell’incontro tra la Commissione marmo e le parti social. “Crediamo che la superficialità delle affermazioni di alcuni sindacati di categoria, Cobas compresi, non tenga affatto in considerazione l’importanza e la complessità che i temi marmo e beni estimati hanno per la città di Carrara e di Massa,” si legge nella nota.

“Come forza politica ribadiamo con convinzione che il rilascio delle tanto discusse concessioni debba rispettare dei parametri fondamentali come l’equità, la temporaneità e l’onerosità risultante dal reale rapporto tra il valore di mercato e la diversa tipologia di materiale estratto.”

“Pensiamo inoltre sia imprescindibile determinare il riordino dei bacini marmiferi ed indispensabile il contingentamento delle escavazione cosicché la razionalizzazione delle attività estrattive possa costituire la chiave che potrà consentire all’industria marmifera di sopravvivere e mantenere un ruolo degno della propria storia e del proprio nome.
Si tratta infatti di un duplice obiettivo, quello ambientale ed economico, attraverso il quale va ricostruita la filiera del marmo, ripristinando il reticolo idrografico e arginato il dissesto idrogeologico.”

“Per questo come Prc continueremo ad essere garanti ed a batterci per far sì che vengano inserite nel regolamento clausole che vincolino seriamente l’assegnazione delle concessioni alla lavorazione in loco, ai controlli sulla sicurezza e al rispetto dei contratti di lavoro, dell’ambiente, alla promozione del territorio e che a tal fine la stesura di questo indispensabile strumento, possa intercettare quel diffuso malcontento rispetto alla riorganizzazione di quel sistema lobbista dove la forbice di chi si arricchisce attraverso lo sfruttamento di una risorsa collettiva e la comunità scippata del proprio diritto pubblico, si è ormai allargata a dismisura.”