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Nca, Rifondazione: "Il sindaco pagherà l’inesperienza"

"rimaniamo dell'idea che gli strumenti per arginare questa perdita occupazionale ci sono e non basta più sbandierarli ai quattro venti all'occorrenza".

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Dopo 20 giorni di lotta estenuante fatta di un presidio permanente, assemblee pubbliche, iniziative caratterizzate da una scarsa partecipazione anche del mondo sindacale in genere e di un Consiglio Comunale straordinario conclusosi con un ordine del giorno che non lasciava spazio a libere interpretazioni, l’accordo siglato in Assindustria tra le parti sociali e la dirigenza del cantiere, ci sembra non rispettare assolutamente i punti tracciati ed approvati nell’assise del 13 novembre.
Come forza politica da sempre accanto ai lavoratori, abbiamo richiamato più volte all’appello la responsabilità dell’amministrazione sulla vicenda, in modo che si facesse garante del rispetto degli accordi e dell’assetto occupazionale all’interno di NCA ma certo non ci immaginavamo che questo significasse sostituirsi totalmente nella trattativa sindacale.
La proprietà ha accettato di incontrare le parti sociali solo ad accordo già proposto ai sindaci, di nuovo esternamente all’azienda e tramite i propri legali rappresentanti chiudendo le porte alle OO.SS. .
Questo crediamo sia sindacalmente inaccettabile e come Prc pensiamo che il lavoro sia sempre e comunque espressione di dignità umana e sociale, frutto di un mantenimento economico equo e delle maggior tutele, ma ci sembra che le soluzioni che avevano portato ai tre licenziamenti non si differenziassero da quelle partorite in queste ore.
Una monetizzazione spalmata in quattro anni fatta passare per una vittoria ,dove lo stesso esecutore Costantino si fa garante dei diritti dei lavoratori che ha messo nella strada, ci fa non poco rabbrividire.
Si è detto più volte che all’interno di quella azienda doveva essere salvaguardata l’occupazione e che nessun altro lavoratore avrebbe subito l’onta del licenziamento.
Si era scritto che finalmente dopo anni di conflitti si era trovata la via del dialogo e spesso si è esultato assistendo a fumate bianche, strette di mano e flebili messaggi di apertura ma ogni volta l’ascia di guerra veniva subito dopo ripulita dal sottile strato di polvere dove era stata solo momentaneamente nascosta.
Ci chiediamo come sia possibile ridare il gioco in mano a chi lo ha condotto fino ad ora e non prevedere che, avendo creato il precedente, domani lo stesso trattamento toccherà ad altri lavoratori ai quali non crediamo si possa garantire la stessa sterile lotta a causa dell’inevitabile burnout sociale.
Crediamo nella buona fede del sindaco De Pasquale, nel definire tutto questo come positivo, giustificandone l’inesperienza che purtroppo pagherà colpevole di un ordine del giorno illusorio e votato da tutti ad arte.
Come Segreteria Provinciale Prc rimaniamo dell’idea che gli strumenti per arginare questa perdita occupazionale ci sono e non basta più sbandierarli ai quattro venti all’occorrenza, si deve uscire realmente da questa impasse, a partire dal comitato portuale, nel quale sono rappresentate tutte le istituzioni ed al quale chiediamo di sospendere qualsiasi richiesta di ampliamento od ulteriori concessioni e che avvengano come promesso dal sindaco gli adeguati controlli riguardo agli accordi del 2012, fino al ripristino delle normali relazioni sindacali e istituzionali.
La lotta non ha pagato, a pagare sono ancora una volta i lavoratori e il territorio.

Segreteria Rifondazione Massa Carrara.

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