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Virus, “Numeri in pillole” del 27 novembre: la curva scende e iniziano a calare anche i numeri degli ospedali

Pubblichiamo l’analisi dei dati del 27 novembre a cura del dottor Paolo Spada, tratto da Pillole di Ottimismo.

NUMERI IN PILLOLE – Aggiornamento del 27/11/2020 – Paolo Spada
🇮🇹 La curva scende, e cominciano a calare anche i numeri degli ospedali, in alcune zone. Non chiamiamolo ottimismo.
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Buonasera e ben ritrovati.
Come sempre a questo link i GRAFICI aggiornati pochi minuti fa: https://public.flourish.studio/story/435616/, che trovate anche su https://ilsegnalatore.info, insieme a questo commento, per chi non fosse su Fb.
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:
💊 Sono 28352 i NUOVI POSITIVI, su 222803 TAMPONI (12,7%) e 106021 PERSONE TESTATE (26,74%)*.
Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 27493 nuovi positivi al giorno, ossia -6574 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -5826).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -19,3% (ieri era -16,8%, il giorno prima -14,5%, prima ancora -10,6%, -8%, -5,4%, -2,5%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).
Siamo a 322 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 192, Francia: 213, Regno Unito: 213, Germania: 154, Paesi Bassi: 210, Belgio: 192, Austria: 466, Svezia: 311, Romania: 296, Portogallo: 401, Polonia: 395, Rep.Ceca: 304 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 27/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 479; Veneto: 434; Piemonte: 416; Friuli VG: 413; Valle d’Aosta: 405; Lombardia: 401; Emilia Romagna: 374; Campania: 335; Abruzzo: 304.
*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento poco affidabile.
💊 Oggi -354 RICOVERI, -64 TERAPIE INTENSIVE, e 827 DECESSI.
Abbiamo attualmente 33684 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 116% del valore di picco della prima fase (29010 il 4 aprile) e al 49% dei posti letto attualmente disponibili (68076, fonte: AGENAS, aggiornamento 26/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -39 pazienti al giorno (era +435 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato -0,8%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -109% (ieri era -88,5%, il giorno prima -80,1%, prima ancora -66,2%, -55,9%, -60,2%, -57,6%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).
I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3782, pari al 93% del massimo valore raggiunto nella prima fase (4068, il 3 aprile) e al 43% dei posti letto attualmente disponibili (8741, fonte: AGENAS, aggiornamento 26/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +5 pazienti al giorno (era +74 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +0,9%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -93,4% (ieri era -75,3%, il giorno prima -69,8%, prima ancora -68,2%, -50,5%, -43,7%, -32,7%).
In media abbiamo avuto in Italia 730 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 633 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +15,3% (ieri era +16,3%, il giorno prima +12,8%, prima ancora +17,1%, +18,5%, +19,8%, +26,5%. Di nuovo: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di decessi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).
In sette giorni abbiamo avuto 8,54 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,15, Francia: 5,95, Regno Unito: 4,6, Germania: 2,05, Paesi Bassi: 2,55, Belgio: 9,45, Austria: 6,25, Svezia: 1,65, Romania: 5,65, Portogallo: 5, Polonia: 8,55, Rep.Ceca: 9,5 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 27/11/2020).
📊 Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.
🔵 Stasera guidando verso casa dall’ospedale ascoltavo la radio su una delle stazioni nazionali (non dirò quale, fa poca differenza) all’ora del notiziario, e ho pensato che forse abbiamo sbagliato tutto.
Il cronista ha preso a dire – come sempre, non è mica una novità – che “i contagi sono stabili”. Che santo cielo, aprite per favore il grafico di slide 2, e ditemi se sono stabili. Certo, quella che state vedendo ora è la media mobile a 7 giorni, mentre lui intendeva naturalmente quelli di oggi rispetto a ieri. Allora selezionate a destra “Italia positivi”, che è la sequenza esatta dei nuovi casi, e ditemi se vi sembra ancora possibile che dopo 9 mesi questi ci raccontino ogni sera un simile saliscendi, con addirittura la pretesa di vederci una “stabilità” l’unica volta che non fa su e giù. Che informazione distorta è questa? Cosa ne possono trarre gli ascoltatori? (Faccio notare che la media, oltre ad essere mille volte più comprensibile, è probabilmente assai più rappresentativa del reale andamento dell’epidemia, mentre il numero di ogni giorno risente delle oscillazioni dei tamponi e dei conteggi: non è certo il virus ad andare a singhiozzo).
Poi il notiziario è passato al solito rosario. L’inutile bilancio degli attualmente positivi (diciamolo una volta per tutte: questi – così come il numero dei guariti – aumentano o diminuiscono in relazione alle notifiche di fine isolamento, sempre in ritardo e ancora legate alle attese dei tamponi, e non rappresentano certo i malati veri, che guariscono con tempistiche assai più rapide: insomma quel bilancio non dice niente di significativo a proposito del contagio), poi il rapporto positivi/tamponi, che “cresce anche oggi”, senza dire – o capire – che solo 106.000 sono nuovi casi testati, su 222.000 tamponi (più di metà sono test di controllo!), e che diverse regioni ormai usano estesamente i test rapidi antigenici, che non entrano nel conto e fanno lievitare il numero dei positivi senza aumentare il numero di tamponi. Insomma: un rapporto inaffidabile, non sappiamo più come dirlo.
Ed è andata ancora bene, perché almeno oggi i saldi degli ospedali hanno segno negativo (come ci aspettavamo, avendoli seguiti nella loro progressiva riduzione percentuale) e mi sono risparmiato il consueto “non accennano a diminuire i ricoveri”, che poi mi toccava spiegare di nuovo che anche per i carichi ospedalieri c’è una curva, il cui andamento è prevedibile dopo quella dei contagi, e prima di quella dei decessi. Ma spiegarlo a chi poi? Chi legge questa pagina l’ha capito bene da tempo. Il problema è spiegarlo a chi non ci arriva proprio, su questa pagina.
Che poi intendiamoci, non è che abbiamo la sfera magica. Sono conti elementari, e i numeri sono quelli ufficiali, non ci inventiamo niente. Anzi, stasera l’indice Rt calcolato dall’ISS dice che 10 Regioni su 21 sono già sotto il valore di 1 (quindi: contagio in riduzione). Noi l’abbiamo detto alcuni giorni fa (ora siamo già a 19 su 21), e il dubbio resta sempre lo stesso: non è che quell’indice calcolato su dati di dieci o più giorni perde gran parte del suo valore predittivo, e risulta invece più semplice, e più affidabile, l’osservazione degli andamenti? O quella delle chiamate al 118?
Ed è lì, mentre sentivo questo notiziario, che mi sono chiesto come mai sia così difficile, come mai, nonostante le tante decine di migliaia di lettori che ci seguono, sia sempre così isolata la nostra voce? Cosa abbiamo che non va, che non convince? Cosa impedisce a una lettura neutra, razionale, e in fondo semplice, lineare, di sostituire la narrazione incomprensibile dei numeri sparati alla radio e alla TV?
E mi sono risposto che dev’essere quell’Ottimismo, quella etichetta che ci siamo dati, la nostra zavorra. In questa tragedia quotidiana il bisogno di comprendere e orientarsi è molto sentito, ma nessuno vuole una pillola zuccherata, una versione “ottimista”, edulcorata, della realtà. Per primi i nostri lettori non accetterebbero una simile distorsione: se ci seguono è proprio perché sanno che qui NON c’è alcuna versione addolcita, ci sono le cose come sono, senza attenuanti, abbellimenti o sotterfugi. Non sarà che davvero tantissimi altri si insospettiscono proprio per via di quel richiamo all’Ottimismo? Hai voglia a spiegare che ha per noi tutt’altro significato, che il nostro è un inno alla fiducia nella scienza, che è l’Ottimismo che viene dalla conoscenza. Quante volte l’abbiamo dovuto ripetere, ancora e ancora? Eppure ogni sera c’è chi ci fa la ramanzina, chi ci getta in faccia il numero dei morti, come se noi “ottimisti” non li vedessimo, non li contassimo, non li piangessimo come loro.
Al diavolo l’ottimismo, allora. Queste Pillole sono le cose piatte e semplici come ci arrivano, con solo un po’ di sforzo per capirle, e per farle capire, perché comprendere è il primo passo per migliorare, e cercare di non commettere ogni volta gli stessi errori. Se ci siamo spiegati male, lo dirò chiaramente, una volta per tutte: non ce n’è di ottimismo, queste sono le nostre Pillole e basta. La curva cala davvero, i morti sono morti davvero, e ne verremo fuori con le nostre forze, davvero.
Un caro saluto
Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1538217 pazienti COVID-19, di cui 696647 guariti, 787893 attualmente positivi (33684 ricoverati in reparto, 3782 in Terapia Intensiva, 750427 in isolamento domiciliare), e 53677 pazienti deceduti.