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“Del contemporaneo”, venerdì 29 gennaio il prossimo appuntamento

CARRARA – Christian Caliandro, storico dell’arte contemporanea, studioso di storia culturale ed esperto di politiche culturali, e Laura Cionci, artista e performer, sono i protagonisti dell’appuntamento in programma venerdì 29 gennaio, il quarto del ciclo in streaming dl titolo “Del contemporaneo. Linguaggi, pratiche e fenomeni dell’arte del XXI secolo”. L’iniziativa è promossa dal Comune di Carrara ed è curata dalla Direttrice del mudaC | museo delle arti Carrara Laura Barreca, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Gli incontri sono trasmessi in streaming sulla pagina Facebook del mudaC. Inizio ore 18.00.

Nel corso dell’incontro, coordinato come sempre da Laura Barreca, gli spunti di riflessione riguardano i processi pubblici, partecipativi, le forme di relazione che agiscono attivamente all’interno delle comunità. Tale orientamento è alla base del lavoro dell’artista Laura Cionci, che attraverso i suoi progetti, unisce mondi e campi disciplinari diversi in azioni di riappropriazione dell’immaginario collettivo. L’opera d’arte contemporanea si presenta infatti più come come “stato” che come oggetto o prodotto; come atmosfera e come condizione, mobile e mutevole, aperta nei confronti del contesto di riferimento in grado di dare luogo al non ordinato, al non conosciuto, all’imprevisto. – e di fuoriuscire dal controllo che dà forma a ogni aspetto della nostra vita. In questo periodo, abbiamo imparato e stiamo ancora imparando del resto che il virus funziona da “amplificatore” e da acceleratore per processi che ci riguardano e che erano già in atto prima della pandemia, ma che scorrevano sotterraneamente, nascosti dalla routine e dalla frenesia, dagli impegni e dalle scadenze. Così, al “consumo” artistico si può sostituire sempre più l’esperienza: in questo senso, l’opera d’arte è in grado di costruire una dimensione nuova di intimità con le persone, quindi di stabilire un rapporto diretto e profondo con un essere umano che non è più “spettatore”, così come con una comunità che non è più “pubblico”. Probabilmente, è qualcosa che ha strettamente a che fare con la distanza tra verità e finzione, tra sincerità e rappresentazione: la fiction sembra cioè fare difetto, in un’occasione come quella che stiamo vivendo; e comincia a insinuarsi il sospetto che si sia creata una frattura non temporanea, ma destinata forse ad allargarsi e ad approfondirsi, legata al rapporto delle opere d’arte con il contesto da cui vengono fuori e con quello in cui vengono inserite normalmente.

Durante la conversazione si parlerà del libro di Christian Caliandro Italia Evolution. Crescere con la cultura (Meltemi Linee), un saggio che attraversa non solo chi siamo, ma anche e soprattutto chi potremmo essere. Italia Evolution indaga le numerose zone “interdette” del nostro Paese (fisiche e psichiche, materiali e culturali), gli esperimenti di futuro in corso, le diverse percezioni della cultura italiana, gli immaginari del recente passato e quelli in via di costruzione, i processi artistici basati su una relazione intensa con le comunità e i territori.