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Le Istituzioni Informano di La Voce Apuana - Autorità Portuale

Porto della Spezia, Sommariva: «Imparare dalla vicenda Eolika»

LA SPEZIA – «Quanto avvenuto dimostra che imbarcare merci delicatissime come le armi, sebbene regolarmente autorizzate dalle autorità competenti, non basta a impedire che possano diventare oggetto di traffici illegali». A dichiararlo il presidente della Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Orientale, Mario Sommariva, dal cui porto di La Spezia sono stati imbarcati sulla nave general cargo Eolika, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, alcuni container carichi di munizioni, provenienti dalla impresa italiana Fiocchi. Sebbene destinato regolarmente a Santo Domingo, il carico è stato rinvenuto pronto per essere distolto ad altre destinazioni, dalle autorità senegalesi nel porto Dakar, insospettite dagli strani movimenti della nave. Varata nel 1983 con tonnellaggio 1.000 GT, Eolika è stata rivenduta più volte e attualmente appartiene ad un società svizzera sotto bandiera della Guyana, e gestita da armatori greci con equipaggio ucraino.

«Il rischio che carichi sensibilissimi possano essere distolti per destinazioni e fini diversi da quelli consentiti dalla giurisprudenza italiana è reale – prosegue Mario Sommariva – Per dare maggiore e piena efficacia alla legge 185/90 (“Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”) sarebbe necessario integrarla con una norma che preveda l’obbligo di adeguata certificazione per i vettori marittimi di queste tipologie di merci, che effettuano i trasporti dal nostro paese. Senza porre limitazioni al commercio internazionale potrebbero essere individuati degli standard minimi qualitativi, ivi comprese idonee garanzie e fideiussioni, a cui il naviglio impiegato dovrebbe rispondere. Un simile dispositivo potrebbe permettere alla catena logistica dell’industria italiana delle armi di arginare pericolose infiltrazioni, che trasformano le necessità di sicurezza dei popoli in tempo di pace, in guerre e conflitti».