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La Lega accusa: incompatibilità dell’assessore Lorenzini. «Pratiche edili aperte presso il Comune»

La replica del titolare dell'Urbanistica: «Sono in fase di completamento e dalla mia nomina non ho accettato altre pratiche, sul potenziale conflitto per quelle in essere chiederò al Segretario generale»

CARRARA – «La risposta formale, puntuale e rigorosa del dirigente ingegner Luca Amadei, alla richiesta di accesso agli atti presentata dal sottoscritto, in merito all’“incompatibilità” dell’assessore all’Urbanistica e Progetto Speciali Moreno Lorenzini, attesta che il professionista ha tutt’oggi in corso una decina di pratiche edilizie presso il comune di Carrara» scrive il consigliere comunale della Lega Andrea Tosi, riferendo di un accesso agli atti da parte del suo partito per appurare il rapporto tra l’attività professionale dell’ingegner Moreno Lorenzini con l’attività di assessore all’Urbanistica. «La Lega Salvini Premier, visto gli atti, oltre a segnalare la situazione di incompatibilità al prefetto – annuncia il consigliere – chiederà al Consiglio comunale di intervenire nel merito, ed invierà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa l’atto di sottoscrizione da parte dell’ingegner Moreno Lorenzini, della insussistenza di cause di incompatibilità e ineleggibilità firmata il giorno stesso dell’incarico. Dichiarazione firmata dal professionista, nella consapevolezza delle sanzioni penali nel caso di dichiarazioni non veritiera richiamate dall’art 76 del DPR 445/2000. La norma in esame sulle cause di incompatibilità quindi, lungi dall’essere ritenuta priva di sanzione, in riferimento agli assessori all’Urbanistica usa proprio l’espressione “devono astenersi” dalla libera professione in quanto il legislatore ha introdotto il dovere di optare tra carica pubblica e libera professione in capo ai componenti la giunta comunale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio amministrato. Ha anche previsto che il soggetto inadempiente potrebbe rispondere a titolo di responsabilità penale qualora, nella violazione dell’obbligo, si concretizzino elementi oggettivi e soggettivi più gravi del reato di abuso di ufficio».

Il partito della Lega rimarca anche un problema sotto il profilo deontologico e asserisce: «A parte le diverse forme di responsabilità politica e penale che potrebbe essere possibile configurare in capo all’ingegnere Moreno Lorenzini, la violazione del divieto in esame comporta anche una responsabilità disciplinare che è fatta valere nell’ambito delle norme deontologiche dell’Ordine degli ingegneri che, pertanto, potrebbero sanzionare il proprio iscritto per aver violato il divieto. Va da sé che il dovere di astensione in esame comporta che l’interessato non accetti e non svolga attività professionali durante il mandato da assessore, ma anche che egli dismetta formalmente attività incompatibili in corso , al momento dell’assunzione della carica nell’ente locale, proprio perché durante lo svolgimento di tali attività (siano esse di breve o lungo periodo) l’interessato potrebbe trarre indebitamente un proprio vantaggio “professionale” nell’esercizio delle funzioni pubbliche. Siffatto espresso divieto è stato dunque inteso dal legislatore, sin dall’origine, quale strumento applicativo dei richiamati canoni di imparzialità e buona amministrazione oltre che di concorrenza tra i professionisti titolari di cariche pubbliche e quelli privi di tale status, e di tutela anche dei terzi eventualmente controinteressati. La Lega Salvini Premier chiede – si conclude quindi la nota stampa – che a salvaguardia dell’immagine dell’amministrazione e a protezione dei cittadini, oltreché dei clienti del professionista, la sindaca Serena Arrighi prenda immediati provvedimenti».

A quanto affermato dalla Lega Salvini Premier, risponde il neoassessore all’Urbanistica Moreno Lorenzini, il quale premette prima di entrare nel merito delle sue pratiche aperte sul comune di Carrara: «L’incompatibilità non c’è, la legge non prevede l’incompatibilità ma dà l’indicazione di astenersi da attività che siano in conflitto di interessi. Quindi quando ho firmato garantendo di non essere incompatibile ho firmato correttamente. E ci sono sentenze che confermano che un libero professionista ingegnere non è considerabile di per sé incompatibile con la carica di assessore. Questo mi è stato confermato da un consigliere nazionale dell’Ordine degli ingegneri. La questione che semmai sussiste – ammette e considera Lorenzini – è la questione deontologica del potenziale conflitto di interessi che però deve essere valutata di volta in volta. Una questione che in primis mi sono posto io stesso – ha sottolineato spiegando poi – dal punto di vista legale è vero che mi si chiede di non accettare incarichi dal momento della mia nomina e io effettivamente non ho preso nuove pratiche dal momento della nomina: quelle che ci sono, sono precedenti e sono in via di completamento. Del resto quando le accettai non potevo sapere che sarei diventato assessore all’Urbanistica».

L’assessore replica e annuncia quindi: «Comunque, per le pratiche adesso ancora in essere e sul potenziale conflitto di interessi, è una questione che porterò davanti al Consiglio di disciplina dell’Ordine degli ingegneri e per la quale chiederò anche un parere al segretario generale. Vorrei sottolineare, comunque, come mi faccia piacere un confronto aperto e leale con le opposizioni, laddove queste siano animate da un concreto interesse pubblico e non un mero interesse a un attacco politico. Purtroppo constato che in questo caso non c’è stata volontà di dialogo, dato che non mi sono mai sottratto dal dare risposte».