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Massa, l’ex consigliere Ortori: «Quanto si sarebbe prolungata la “svista” sul contributo estrattivo?»

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MASSA – «Perché ci sono voluti gli articoli di giornale e la “bagarre” in commissione per fare adeguare i canoni ed i contributi di estrazione del marmo a quello che prevede il regolamento? Quanto sarebbe ancora andata avanti questa “svista?”» chiede l’ex consigliere di centrosinistra Simone Ortori riferendosi alle cronache riportate dai quotidiani in questi giorni, in cui è stato raccontato il dietrofront dell’amministrazione che ha deciso di applicare ( con effetto retroattivo al 1° di gennaio) al canone di concessione che le aziende del lapideo sono chiamate a pagare , la percentuale del 5% del valore medio di mercato a ton del blocco, così come previsto dal regolamento degli agri marmiferi che prevede un range dal 3% al 5%, a fronte invece di un contributo fisso applicato inizialmente dall’amministrazione di 7,12 euro a ton. «Quanto emerge dalla stampa (a seguito dell’iniziativa del consigliere Antonio Cofrancesco) in merito alla “svista” del Comune di Massa, sui pagamenti che avrebbero dovuto effettuare i concessionari delle cave di marmo, mette i brividi- commenta Ortori – sia dal punto di vista politico, sia amministrativo. Il silenzio del sindaco e della giunta, chiama tutta la politica cittadina a chiedere spiegazioni nell’unica sede in cui può essere garantito un dibattito: il Consiglio comunale».

«A questo punto – attacca l’ex consigliere riferendosi alla diatriba sulla individuazione del valore medio di mercato apertasi tra due studi diversi che portano vanti due metodi differenti – la richiesta di rendere pubblico lo studio del prof. Pietro Manfredi, diventa un fatto politico, proprio per le ricadute sul calcolo del valore medio di mercato del blocco di marmo, su cui modulare il contributo di estrazione. I bisogni reali della città, come le periferie o le strade che sono quotidianamente attraversate dai camion per il marmo, attendono parte importante di quei soldi come elemento di giustizia sociale».

«Ciò che sta avvenendo – conclude Ortori – è talmente grave che, o la politica esercita il proprio ruolo di indirizzo e controllo dell’amministrazione comunale oppure, semplicemente, certifica l’esaurimento del proprio ruolo in città e questo non deve accadere e sono certo che non accadrà».

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