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La relazione del Rotary Club su Massa-Carrara: rischio desertificazione commerciale

MASSA-CARRARA – Alla riunione del Rotary Carrara e Massa di martedì scorso il ricercatore dell’Istituto Studi e Ricerche Daniele Mocchi ha presentato un report di inquadramento della provincia di Massa-Carrara nel contesto più ampio dell’area che va da La Spezia a Pisa. Alla presenza dei vertici delle due amministrazioni comunali di Carrara e di Massa, la sindaca Arrighi con l’assessore Moreno Lorenzini e il sindaco Persiani, è stata articolata l’interessante relazione, che ha aggiunto alcuni nuovi dati, rispetto al recente rapporto economia, e li ha posti in relazione con quelli delle province limitrofe.

Partendo dall’aspetto demografico, ne è stato sottolineato il significativo impatto economico e sociale sulle nostre città. Negli ultimi 10 anni la nostra provincia ha perduto ben 14 mila residenti, passando dai 202 mila del 2011 agli attuali 188 mila. Critica in particolare la situazione di Carrara che ha lasciato sul terreno quasi 5 mila residenti. Massa invece ha contenuto l’emorragia demografica in -4 mila abitanti. In ogni caso, nonostante il calo demografico, il Pil della nostra provincia ha comunque retto meglio nell’ultimo decennio rispetto agli altri contesti territoriali limitrofi: si è perso solo il -2% dal 2011, a fronte del -9% di La Spezia, del -3,5% di Lucca e del -3% di Pisa.

Passando alle imprese, ha evidenziato come vi siano settori che in questi ultimi 10 anni hanno portato un contributo importante allo sviluppo occupazionale del territorio: si cita in particolare il comparto della cantieristica e nautica da diporto che ha incrementato la propria occupazione di ben 1.100 addetti (+66%), assorbendo oggi 2.700 addetti, ma anche dei servizi privati e pubblici che hanno aumentato la base occupazionale del +20% (oggi assorbono 18 mila occupati) e del turismo e ristorazione che hanno allargato la occupazione del +3% portandola a quasi 9 mila occupati.

Le maggiori criticità invece si sono registrate nell’edilizia, che ha perso circa il -20% dell’occupazione di dieci anni fa, nel commercio con -8% e nei trasporti e spedizioni -7%. Decrescita anche nel lapideo, con un -4% di occupati tra il monte, il piano e le attività commerciali, che oggi con 1.100 imprese assorbe 5.700 addetti diretti, e la metalmeccanica che più o meno ha mantenuto i livelli occupazionali di 10 anni fa con poco più di 500 imprese operative e 4.700 occupati.

Tra gli spunti più interessanti che sono emersi, anche il fatto che i nostri titolari di impresa hanno un’età media più elevata dei colleghi dei contesti vicini: l’età media dei nostri imprenditori è di 53 anni e mezzo, con punte più alte nell’industria (56 anni) e nel commercio (54 anni), mentre gli imprenditori dei territori vicini non arrivano ai 53 anni di età. L’imprenditoria più giovane la si annovera in seno al turismo con 52 anni. Durante la relazione l’interessante studio di Mocchi ha evidenziato 4 settori in particolare, da un lato, commercio ed edilizia, per la loro evidente criticità, rilevata anche dagli andamenti occupazionali, dall’altro, industria e turismo, poiché dalle criticità ne sta uscendo.

Riguardo al commercio, tra i moltissimi dati esposti, il ricercatore ha segnalato in particolare la “desertificazione commerciale” che rischia di impattare pesantemente sia da un punto di vista sociale che economico sulle nostre città. Dalla relazione è emerso come Carrara nell’ultimo decennio abbia perso 200 attività di commercio al dettaglio fisso (in sostanza è sparita 1 su 6 presente nel 2011), sostituite solo parzialmente dalle attività di somministrazione (+70 imprese), mentre a Massa le chiusure commerciali hanno riguardato 130 negozi (è sparito 1 negozio su 9 del 2011) e la crescita delle attività di bar e ristorazione sia stata più importante (+100 imprese). Complessivamente, come provincia, in 10 anni abbiamo lasciato sul terreno 550 attività commerciali, recuperandone circa 150 con la somministrazione. Sull’edilizia è stato messo in evidenza come il superbonus ha certamente fatto volare i fatturati delle imprese nel 2021 (+7% di fatturato), ma le attese sul 2022 e 2023 sono peggiorate al punto tale che il 56% delle attività ha dichiarato di essere a rischio sostenibilità, a causa dell’impennata del costo delle materie prime e dell’energia (impennata che ha avuto il boost con la guerra in Ucraina) e delle problematiche che si sono aggiunte in relazione alla cessione dei crediti del superbonus.

L’industria e il turismo invece sembrano essere riusciti ad invertire la rotta, dopo l’anno della pandemia, recuperando quasi totalmente i livelli produttivi e di fatturato del 2021. Sul turismo la relazione evidenzia anche come Massa sia stato il centro turistico che nell’area spezzino-pisana ha retto meglio all’impatto della crisi da Covid-19, registrando una contrazione dei flussi del solo -3% rispetto al 2019, quando realtà limitrofe altrettanto importanti hanno fatto molto peggio (Pisa -40%, Viareggio -14%, La Spezia -22%, Camaiore -24%, Pietrasanta -29%, Forte dei Marmi -27%, Lucca -43%). Infine, Mocchi ha evidenziato l’esplosione dei traffici marittimi del Porto di Carrara che, se già nel 2021 avevano raggiunto il record storico di 3,5 milioni di tonnellate, stando ai primi dati sul 2022 dell’Autorità di Sistema Portuale, nell’anno in corso potrebbero superare abbondantemente 5 milioni di tonnellate movimentate, registrando valori mai visti né pensati prima d’ora.