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Concessioni, la rabbia dei balneari apuani per l’approvazione del ddl Concorrenza

Fiba Confesercenti: «Sarebbe giusto che fosse il nuovo governo ed il nuovo parlamento nel giro di pochissimi mesi ad esprimersi su un provvedimento che riteniamo iniquo e quasi persecutorio – insiste Gazzoli - per un settore che ha sempre investito contribuendo a rendere le nostre coste appetibili turisticamente».

MASSA-CARRARA – «Un Parlamento sciolto, con le elezioni già fissate a settembre, ha voluto comunque tirare diritto sul Decreto Concorrenza ed in particolare sugli articoli che cancellano di fatto il lavoro ed i sacrifici dei balneari mettendo all’asta le loro concessioni. Passato alla Camera torna adesso al Senato dove ai auguriamo che gli articoli sui balneari, ancora molto fumosi sulle modalità ma perentori sulla data delle aste, siano stralciati così come fatto per i taxi ». C’è rabbia nelle parole di Stefano Gazzoli, presidente regionale Fiba Confesercenti, all’indomani dell’approvazione alla Camera del decreto concorrenza al cui interno ci sono gli articoli sulle concessioni balneari e sulle relative aste. «Sarebbe giusto che fosse il nuovo governo ed il nuovo parlamento nel giro di pochissimi mesi ad esprimersi su un provvedimento che riteniamo iniquo e quasi persecutorio – insiste Gazzoli – per un settore che ha sempre investito contribuendo a rendere le nostre coste appetibili turisticamente. Ci auguriamo che la campagna elettorale già partita con grande forza non sia fatta sulla pelle dei balneari, andando a promettere soluzioni impraticabili. Purtroppo la politica in questi anni, e parliamo di tutti gli schieramenti, hanno sottovalutato la questione rimandandola all’infinito. Adesso paghiamo il conto di queste promesse vane dei vari ministri – conclude il presidente regionale Fiba Confesercenti – che nei confronti dei balneari hanno sempre avuto uno stucchevole atteggiamento paternalistico. Il 2023, o 2024 concesso come un grande regalo, è alle porte. Le famiglie che vivono di queste attività stanno vedendo la loro vita andare in fumo. La politica deve dare risposte immediate».