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Dodici licenziati alla Croce Bianca. «Inaccettabile perdere lavoratori e servizi sanitari»

Lo affermano i Carc dopo la chiusura dell'associazione a causa dei debiti: «Nessuno ha accolto le richieste di sostegno negli anni passati». Fdi: «Perdita dolorosa, la Regione sostenga il volontariato»

MASSA – È di questi giorni la notizia che i 12 dipendenti della Croce Bianca di Massa saranno licenziati. La Croce Bianca, infatti, dopo 124 anni di attività chiude i battenti. Il motivo: debiti per 1,2 milioni di euro accumulati nel corso degli anni, per i quali la Croce Bianca già negli anni passati aveva chiesto sostegno senza alcun riscontro.

«È gravissimo e inaccettabile – intervengono i Carc – che sul nostro territorio si perdano per l’ennesima volta posti di lavoro in un contesto sociale già pesantemente devastato da un importante smantellamento dell’apparato produttivo costellato da crisi aziendali, chiusure, delocalizzazioni e povertà diffusa, così come è altrettanto gravissimo e inaccettabile che si vada a indebolire ancora una volta, piuttosto che potenziarlo, il servizio sanitario e sociale. Un servizio sanitario e sociale in ginocchio da decenni – evidenziano – e che la pandemia è riuscita bene a mettere in evidenza. Tagli su tagli in nome del profitto di pochi e a discapito della maggior parte della popolazione che quotidianamente si trova a fare i conti con infinite liste di attesa per visite ed esami, ospedali al collasso per grave carenza di posti letto, medici, infermieri e oss, ritardi dei soccorsi, servizio territoriale completamente assente».

«È per questi motivi che riteniamo inaccettabile che non venga trovata una soluzione che permetta una continuità lavorativa a Croce Bianca e al prezioso lavoro che porta avanti per il nostro territorio. È inaccettabile che a livello di istituzioni territoriali e sindacali, così come di Anpas Toscana, si liquidi la questione con un “accordo tombale”, per altro quasi spacciato come un successo, che garantirebbe ai lavoratori licenziati tre ultime mensilità (non totali come in busta paga) e il Tfr. Peccato che i lavoratori già da aprile non ricevono più lo stipendio, quindi si tratta di soldi loro (per intenderci: non c’è nulla di regalato), e che il Tfr regolarmente, in tutti i casi, quindi a prescindere da accordi tombali o no, viene pagato dall’Inps».

«Proviamo vergogna – proseguono dai Carc – per chi spaccia tale accordo come l’unica via percorrebile, così come proviamo vergogna per chi paventa, illudendo di fatto i lavoratori e la città, il ricollocamento dei lavoratori sulla base di nessun accordo. Va messo nero su bianco e in maniera incontestabile: chi e da chi, come e quando verrà ricollocato. Esprimendo la nostra più sincera solidarietà ai lavoratori della Croce Bianca, diciamo loro: fate valere tutta la vostra forza. Non sarete soli».

Fdi: «Perdita dolorosa, la Regione sostenga il volontariato»

«La chiusura della Croce Bianca di Massa, gravata da pesanti debiti, è una perdita dolorosa per il territorio, siamo vicini ai 12 dipendenti ai quali va assicurata in breve tempo una nuova occupazione. La Regione deve fra quadrato attorno al mondo del Volontariato per salvaguardare servizi essenziali, un mondo che sta vivendo una grave crisi a causa dei rincari del carburante e delle bollette di luce e gas. È a rischio la tenuta dell’intero settore delle pubbliche assistenze, fondamentale per  la nostra società. Il 19 luglio si è svolto un Tavolo di confronto con la Regione Toscana su questo tema: da Giani e Bezzini ci aspettiamo risposte concrete. C’è bisogno di provvedimenti specifici per sostenere gli enti del Terzo settore. Adesso, è il momento della responssabilità» dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi, vicepresidente della commissione Sviluppo economico.

«Siamo molto dispiaciuti e preoccupati per la chiusura, dopo così tanti anni, della Croce Bianca di Massa -dichiarano Marco Guidi, assessore di Massa e segretario provinciale Fdi, e Alessandro Amorese capogruppo Fdi in Consiglio comunale a Massa-, una realtà che svolgeva un servizio socio-sanitario fondamentale per tutta la provincia. Siamo al fianco dei 12 dipendenti della Croce Bianca che hanno perso il lavoro, vogliamo ringraziare anche i sindacati per il loro impegno per cercare una nuova collocazione a questi lavoratori. Come amministrazione daremo la massima disponibilità per aiutare queste famiglie. Non c’è più tempo da perdere: la situazione del Terzo settore è ormai gravissima. Oltre al problema del rincaro prezzi, riteniamo che sia fondamentale anche una riforma urgente del sistema sanitario dell’emergenza/urgenza. Perché il volontariato, che ha dato il massimo nei due anni di pandemia, non è stato tutelato dalla Regione?».