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«Trasporto pubblico in Lunigiana, quelle scelte di 10 anni fa obsolete e dannose per cittadini e lavoratori»

Fit-Cisl: «I cittadini utenti e i lavoratori con le loro famiglie sono in attesa di garanzie e certezze per il loro futuro lavorativo»

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LUNIGIANA – «Il sindacato nel suo mandato ha l’obbligo di ascoltare i lavoratori e i cittadini, a loro volta i Comuni devono ascoltare i sindacati, la Provincia, i Comuni e la Regione. Una piramide necessaria e fondamentale per quello che in Italia si chiama potere di rappresentanza. Una piramide che se funziona è espressione di buona amministrazione e una buona amministrazione deve essere capace di cambiare e attualizzare scelte datate e vetuste nell’interesse della comunità». Inizia così l’intervento di Francesco Pappini e Tommaso Leoncini della Fit-Cisl sulla questione del trasporto pubblico locale in Lunigiana (ne abbiamo già parlato qui e qui)

«Nel nostro caso – dicono Pappini e Leoncini – stiamo parlando naturalmente della scelta della Regione Toscana, di ormai dieci anni fa, di inserire nel bando di gara per la Gara Unica Regionale del Tpl un Lotto Debole e un T2. Scelte che a suo tempo potevano avere un senso ma che oggi con una gara rimasta bloccata nelle aule dei tribunali italiani ed europei per diversi anni, causa il lungo contenzioso legale tra Ctt Nord, Regione Toscana e Autolinee Toscane rende quanto deciso e sottoscritto allora, obsoleto e dannoso sia per gli utenti che per i lavoratori».

«La Regione Toscana è stata la prima e unica Regione a fare una gara Regionale unica della quale per anni ne è andata orgogliosa. Ora è arrivato il momento in cui deve dimostrare di aver avuto ragione correggendo quanto non si poteva prevedere e che oggi risulta sbagliato e dannoso. Correggere e modificare, segno di intelligenza e buona amministrazione per non penalizzare utenti e lavoratori. E per come la vediamo noi una politica che non sa cambiare la propria azione di governo, plasmandola in base alle esigenze attuali, deve abdicare e lasciare il posto a chi è più capace e sa intercettare le esigenze dei lavoratori e dei cittadini in uno scenario socio economico notevolmente cambiato».

«Come sindacato abbiamo già incontrato la Provincia, abbiamo incontrato e/o parlato con diversi sindaci, abbiamo scritto sulla stampa ma per ora nessuna garanzia di tutela né per i cittadini utenti, né per i lavoratori. Questi ultimi nella peggiore delle ipotesi rischiano di essere trasferiti dalla attuale società Autolinee Toscane di 5mila addetti a piccole cooperative che non possono offrire nessun tipo di garanzia contrattuale, salariale e normativa. Nella migliore delle ipotesi invece i lavoratori rischiano “solo” di essere trasferiti a 100 chilometri da casa con spese a proprio carico. E 100 chilometri sono veramente tanti per lavoratori e lavoratrici con stipendi di circa 1.300 euro al mese. Il T2 e il lotto debole dovrebbero partire a novembre 2023, un tempo che può sembrare lontano ma che non lo è affatto. I cittadini utenti e i lavoratori con le loro famiglie sono in attesa di garanzie e certezze per il loro futuro lavorativo».

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