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Pignone, accordo anti-inflazione coi sindacati: firmata ipotesi per rinnovo contratti

Fiom: «Stabilisce un recupero salariale rispetto all’aumento del costo della vita, la stabilizzazione dei lavoratori con contratto precario e la cabina di regia sugli investimenti derivanti dal Pnrr»

MASSA – È stata siglata oggi a Firenze l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto integrativo di gruppo di Nuovo Pignone/Baker Hughes. «Abbiamo raggiunto un’importante ipotesi d’accordo insieme a Fim, Uilm e l’azienda, che riguarderà oltre 5.500 dipendenti in Italia, suddivisi in cinque stabilimenti» annuncia Daniele Calosi, coordinatore nazionale del gruppo per la Fiom-Cgil. «L’ipotesi, che nei prossimi giorni sarà presentata a tutti i lavoratori e le lavoratrici del gruppo e sottoposta poi a referendum, prevede, nelle sue parti principali, 450 euro di superminimo collettivo non riassorbibile per tutti i lavoratori, suddiviso in tredici mensilità, quindi un aumento medio di 35 euro al mese, con incidenza anche sul fondo di previdenza complementare».

«Il nuovo accordo stabilisce un premio di risultato che nella sua erogazione massima potrà arrivare ai 2.900 euro annui. È stata inoltre costituita una cabina di regia e monitoraggio sugli investimenti che l’azienda farà nel nostro Paese, a oggi si tratta di una somma pari a 500 milioni di euro. La cabina monitorerà sia gli investimenti diretti dell’azienda sia quelli derivanti dai fondi del Pnrr, affinché abbiano ricadute sull’occupazione. L’accordo prevede altresì che 25 lavoratori con contratto di somministrazione saranno assunti con il criterio dell’anzianità di servizio entro il 31 dicembre 2022, come dipendenti diretti di Nuovo Pignone».

«In aggiunta, grazie all’accordo, i diritti genitoriali verranno estesi anche al cosiddetto genitore affettivo, purché convivente e appartenente al nucleo familiare, includendo così le famiglie Lgbtq+. È stata inoltre istituita la Banca ora solidale per le ferie. Riassumendo, questo accordo stabilisce un recupero salariale rispetto all’aumento dell’inflazione, la stabilizzazione dei lavoratori con contratto precario e la cabina di regia sugli investimenti derivanti dal Pnrr. Adesso la parola spetta all’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici che esprimerà la propria opinione sull’accordo tramite voto referendario».