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Sanac, si muove la politica: oggi in Parlamento. Poi l’incontro col viceministro

La deputata massese del Pd, Martina Nardi, ha convocato per oggi la commissione Attività produttive. Massimo Mallegni (Fi) e Cosimo Ferri (Iv) annunciano l'incontro con Alessandra Todde

MASSA – Sanac, la deputata massese del Pd Martina Nardi ha convocato per oggi un incontro presso la commissione alle attività produttive alla Camera, che lei presiede. A questo incontro, che verrà trasmesso in diretta attraverso il canale tv del Parlamento, sono stati invitati a partecipare il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, il sindaco di Massa Francesco Persiani, i sindacati, i commissari e anche il presidente della regione Sardegna Christian Solinas e naturalmente il Governo.

«Un incontro importante – commenta la deputata – per cercare di dare risposte concrete ai lavoratori e alle loro famiglie. I lavoratori chiedono certezze da parte di Acciaierie d’Italia che deve pagare,il debito da circa 35 milioni di euro nei confronti del gruppo per far ripartire gli ordini dall’ex Ilva di Taranto verso i quattro stabilimenti Sanac così da ridurre l’utilizzo della Cassa integrazione e garantire una tenuta economica e finanziaria che permetta di traghettare la società verso un nuovo proprietario con un margine di contrattazione anche sindacale. Questa sarà un occasione – ha spiegato la Nardi – per fare un quadro sulla situazione. Io sono a fianco dei lavoratori e continuerò ad operare in questo senso».

L’impegno verso la Sanac è arrivato anche dal senatore di Forza Italia Massimo Mallegni e dal deputato di Italia Viva Cosimo Ferri che annunciano un incontro col viceministro dello sviluppo economico Alessandra Todde. Al centro dell’attenzione la vicenda che ormai va avanti da anni e cioè quella vertenza tra aziende e Stato che non trova ancora soluzione. Tutto è iniziato nel 2017 quando lo stabilimento Ilva di Taranto viene venduto ad Arcelor Mittal e da questa vendita viene scorporata Sanac che, fino a quel momento, il suo principale committente era proprio Ilva.

Successivamente la fideiussione di un milione da parte di Mittal che si impegna all’acquisto di refrattari, prorogata fino allo scorso 30 settembre quando – una volta scaduta – Sanac decide di incassarla trovandosi così senza compratore e con ordini da Taranto in continuo calo. Da lì la vertenza in quando a gestire attualmente lo stabilimento Ex Ilva sia Acciaierie Italia, nel cui capitale c’è anche Invitalia, agenzia pubblica per lo sviluppo d’impresa che corrisponde allo Stato.

«È una situazione che va risolta – afferma il senatore Mallegni –, motivo per cui durante la riunione ho proposto di provare a verificare di nuovo la volontà del Governo circa la produzione dell’acciaia in Italia. Ho così fissato un appuntamento per me e per il collega Ferri con la viceministro allo sviluppo economico Todde, previsto per giovedì 30 giugno. Un passo concreto verso la risoluzione di questo problema che mette in crisi una grande categoria di lavoratori e che mina l’economia italiana».