LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana TENews

«Concessioni balneari: il M5s prima le proroga di 15 anni e poi di fatto le abroga» foto

Gazzoli (Fiba Confesercenti) risponde a Luana Mencarelli: «Le leggi prevedevano un futuro certo alle stesse imprese, altrimenti nessuno avrebbe pensato di fare gli investimenti che sono stati fatti»

MASSA-CARRARA – «Credo ci sia da mettere dei punti chiari sulla vicenda balneare e credo che la consigliera M5S Luana Mencarelli, abbia, sia una visione parziale che alcune dimenticanze». Stefano Gazzoli, presidente regionale Fiba Confesercenti, replica alla consigliera comunale pentastellata che era intervenuta nei giorni scorsi sul caso delle concessioni balneari (qui). «La visione parziale – afferma Gazzoli – la imputo al fatto che la realtà di Massa, come quella di moltissime zone d’Italia vede un turismo balneare gestito da imprese familiari che, senza protocolli, con concessioni rilasciate moltissimi anni fa, hanno messo in piedi quello che oggi viene definito un’eccellenza mondiale. Questo si è potuto costruire proprio perché le leggi prevedevano un futuro certo alle stesse imprese, altrimenti nessuno avrebbe pensato di fare gli investimenti che sono stati fatti. Basti vedere cosa accade ed è accaduto negli altri Paesi europei sul merito. Nessun altro Paese ha il sistema balneare italiano».

«Io posso concordare che quella che la consigliera Mencarelli definisce oggi “anomalia” debba essere rivista, ma sono assolutamente amareggiato del rischio che bagni come Oliviero stanno correndo per questa anomalia legislativa. Faccio presente che proprio il Movimento 5 Stelle, ha generato lui stesso questa anomalia. Infatti ha approvato la legge 145 nel dicembre 2018, consegnando una proroga di quindici anni agli stabilimenti balneari, pur sapendo, dell’esistenza della direttiva europea. Quella manovra finanziaria non era una chiacchierata tra amici, ma una legge vera e propria approvata dal parlamento italiano che ha avuto come conseguenza: investimenti, mutui, vendite e scelte imprenditoriali varie. Quanto danno ha generato a oggi? Giuridicamente di fatto oggi è stata abrogata con il benestare dello stesso Movimento 5 Stelle, coerenza totale vero? Le aziende che in questi quattro anni si sono mosse, chi le ripagherà?».

«Stessa cosa è accaduta per i canoni – prosegue il rappresentante dell’associazione di categoria – certo, sono bassi, l’ho sentito dire ormai miliardi di volte, ma sempre lo stesso governo 5 Stelle avrebbe potuto rettificarli. Faccio presente che io stesso sono stato testimone di tre proposte di rivisitazione e omogenizzazione del canone concessorio annuale, avanzate dalla categoria dei balneari, tutte e tre chiuse in cassetti e mai affrontate. Mi dite dove trovate un inquilino di casa va a chiedere al relativo proprietario di aumentare l’affitto? Parliamo poi del riconoscimento dei valori aziendali che sono sempre stati affrontati a senso unico: se l’Agenzia delle Entrate fa un accertamento alla vendita ecco che gli stabilimenti balneari valgono milioni, quando invece si manda a casa un’impresa balneare per gara e si sostituisce con un’altra il valore viene calcolato in modalità opposte. Ma non è sempre lo stesso soggetto valutante, ovvero lo Stato, in entrambi i casi?».

«La storia è lunga, consigliera Mencarelli e dovremmo leggerla bene e tutta. Sono e siamo disposti a trovare soluzioni che siano adatte al nostro tempo e non al 1942 (codice della navigazione, atto regio del re Vittorio Emanuele III, che regola la vita delle concessioni balneari), ma dobbiamo essere equi, informati e non esporci a esagerazioni dettate da nebulosità di parte. Siamo disposti a parlarne, ed è un invito reale a trovare soluzioni, perché secondo noi ci sono e rispetterebbero in pieno la direttiva europea, vorremmo solo salvaguardare il Pil turistico che tutto questo genera, veder rispettati i diritti di qualsiasi impresa comprese quelle balneari, e far rispettare i valori che, non i balneari, ma che lo Stato, con le sue leggi ha creato e generato nel tempo».

«Non siamo qua a difendere monopoli, grandi imprese, e anche chiamare lobby quella dei balneari mi sembra eccessivo, pensiamoci un attimo: una lobby dopo tutti questi anni non avrebbe risolto i propri problemi? Andiamo a vedere cosa è accaduto con le altre concessioni di tipologie varie italiane, tedesche, olandesi, francesi… Bene, noi siamo qua, con la nostra impresa familiare e con tutta la nostra storia, pronti a discutere, non a colpevolizzare, al fine di arrivare a capire cosa sta accadendo e come poter trovare risposte o proporre soluzioni applicabili. Tutti gli altri discorsi li lascio volentieri agli esperti dei massimi sistemi».