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Caos bonus edilizi, a Massa-Carrara 1.500 imprese rischiano il fallimento. Sos di Cna foto

Bedini: «Il governo deve trovare rapidamente una soluzione per disinnescare una bomba economica e sociale, generata da una serie di provvedimenti normativi che hanno alimentato confusione e profonda incertezza»

MASSA-CARRARA – Almeno 1.500 imprese, tra artigiani e piccoli imprenditori, sono rischio fallimento nella filiera delle costruzioni a Massa-Carrara a causa del blocco della cessione dei crediti legati ai bonus edilizi. E’ l’allarme che lancia Cna Massa-Carrara sulla base dei risultati di una indagine che tiene conto dei comparti dell’edilizia, delle costruzioni e dei serramenti. “L’insicurezza e la mancata determinazione nel portare avanti decisioni che sono state assunte dal nostro governo principalmente per sostenere l’obiettivo imposto dall’Europa per l’abbassamento della CO2, per sensibilizzare le persone rispetto alle tematiche ambientali e che in prima battuta è stato premiato da molti paesi europei come esempio da perseguire, sta creando una tagliola che mette in pericolo la vita di molte imprese e dei loro dipendenti. Si sta perdendo di vista il vero obiettivo dell’incentivo a discapito di insicurezza e decisioni assurde prese in corso d’opera. È necessario intervenire con urgenza per facilitare lo sblocco dei crediti. La responsabilità di un eventuale disagio sociale – ammonisce Bedini – ricadrebbe solo sulla coscienza di chi al governo osteggia il regolare svolgimento di quanto da loro stessi concepito’’.

“Il governo deve trovare rapidamente una soluzione per disinnescare una bomba economica e sociale, generata da una serie di provvedimenti normativi che hanno alimentato confusione e profonda incertezza tra le imprese ed i cittadini. – commenta Paolo Bedini, presidente Cna Massa-Carrara – La consistenza dei crediti bloccati, che il nostro studio stima circa il 15% del totale, sta mettendo in crisi molte imprese su tutto il territorio. Da grande opportunità per rimettere in moto la nostra economia e l’occupazione i bonus edilizi, soprattutto il superbonus, si sta rilevando un boomerang molto pericoloso per tutto il sistema sociale.

Secondo l’indagine di Cna il 48,6% del campione interpellato parla di rischio fallimento mentre il 68,4% prospetta il blocco dei cantieri attivati. Per non essere schiacciate dalla mancata cessione dei crediti, quasi un’impresa su due sta pagando in ritardo i fornitori, il 30,6% rinvia tasse e imposte e una su cinque non riesce a pagare i collaboratori. Dall’analisi dei fatturati e della consistenza media dei crediti emerge che le imprese con giro d’affari di 150 mila euro detengono 57 mila euro di crediti nel proprio cassetto fiscale (38,2%). Alla crescita del fatturato l’incidenza tende a scendere pur restando rilevante: un’impresa con 750mila euro di ricavi sconta 200mila euro di crediti bloccati.
Il 47,2% delle imprese dichiara di non trovare soggetti disposti ad acquisire i crediti mentre il 34,4% lamenta tempi di accettazione dei documenti contrattuali eccessivamente lunghi. Per la cessione dei crediti, le imprese della filiera si sono rivolte principalmente alle banche (63,7%), a seguire Poste (22,6%), poi società di intermediazione finanziaria (5,1%). Davanti a norme incerte e continui stop and go – spiega la principale associazione degli artigiani – gli intermediari finanziari hanno bloccato gli acquisti e ad oggi i crediti in attesa di accettazione superano i 5 miliardi a livello nazionale e di questi circa 4 miliardi si riferiscono a prime cessioni o sconti in fattura.

Cna ricorda che attraverso lo sconto in fattura l’impresa ha anticipato per conto dello Stato un beneficio al cliente, facendo affidamento sulla possibilità, prevista dalla legge, di recuperare il valore della prestazione attraverso la cessione a terzi. “I bonus per l’edilizia hanno offerto un contributo molto rilevante al rimbalzo del Pil l’anno scorso: nove imprese su dieci – conclude Bedini – sono convinte che senza una soluzione per svuotare i cassetti fiscali determinerà il mancato avvio di nuovi cantieri con ripercussioni negative sull’intera filiera e sull’economia nel complesso nonché sul programma di riqualificazione energetica degli immobili”.

‘’L’insicurezza e la mancata determinazione nel portare avanti decisioni che sono state assunte principalmente per sostenere l’obiettivo imposto dall’Europa per l’abbassamento della CO2, per sensibilizzare le persone rispetto alle tematiche ambientali e che in prima battuta è stato premiato da molti paesi europei come esempio da perseguire, sta creando una tagliola che mette in pericolo la vita di molte imprese e dei loro dipendenti. L’edilizia è un settore che per il nostri paese rimane strategico e determinante. Si sta perdendo di vista il vero obiettivo dell’incentivo a discapito di insicurezza e decisioni assurde prese in corso d’opera. È necessario intervenire con urgenza per facilitare lo sblocco dei crediti. La responsabilità di un eventuale disagio sociale – ammonisce Bedini – ricadrebbe solo sulla coscienza di chi al governo osteggia il regolare svolgimento di quanto da loro stessi concepito’’. Per informazioni vai sul sito www.cna-ms.it oppure pagina ufficiale Facebook @cna.massacarrara.