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«Gli industriali del marmo vogliono il ritorno degli “accordi”, devastanti per le casse comunali»

Il vicesindaco Martinelli replica a Venturi (Confindustria): «La sensazione, confermata dalle parole del presidente è che si stia cercando un appiglio giuridico per tentare un prolungamento delle concessioni in essere fino a 32 anni»

CARRARA – «Penso che dopo giorni di polemiche alimentate ad arte e con evidenti fini elettorali, sia arrivato il momento di parlare chiaro. Le contestazioni sulla scadenza del 30 aprile per la presentazione dei progetti e dei documenti a corredo non nascono dalla volontà di dettagliare meglio alcuni progetti e renderli migliori o per le difficoltà della redazione del Pef. La norma comunale concede la facoltà per le imprese di modificare e integrare quanto presentato, anche dopo il 30 aprile se necessario». Il vicesindaco di Carrara con delega al Marmo, Matteo Martinelli, risponde al presidente della delegazione apuana di Confindustria, Matteo Venturi, che aveva definito «un errore» non concedere la proroga dei termini per la presentazione della documentazione relativa ai progetti per la città, così come definito dall’articolo 21 del nuovo regolamento degli agri marmiferi.

«La sensazione, confermata dalle parole del presidente – afferma Martinelli – è che si stia cercando un appiglio giuridico per tentare un prolungamento delle concessioni in essere fino a 32 anni. È bene inoltre ricordare che lo scorso 17 settembre 2021, dopo ben tre mesi dall’approvazione del regolamento comunale sui progetti di interesse generale, una delegazione dell’associazione industriali ha incontrato la giunta. Al termine dell’incontro, i rappresentanti dell’associazione si dichiaravano pubblicamente favorevoli al provvedimento e pronti a collaborare. Qualche giorno dopo, sono arrivati in Comune una ventina di ricorsi proprio su quel regolamento, seguiti da parole di fuoco diffuse a mezzo stampa da parte degli stessi rappresentati dell’associazione che lo avevano apprezzate solo pochi giorni prima. Anche l’amministrazione è da sempre favorevole e aperta al dialogo e al confronto ma diventa davvero difficile portarli avanti in modo coerente davanti a dietro front di questo tipo, tanto repentini quanti inaspettati».

«Parlando poi della guerra legale tra Comune e industriali, forse val la pena di ricordare al presidente che lo scontro non nasce certo con l’arrivo di questa amministrazione. Quando ci siamo insediati abbiamo trovato un enorme contenzioso riguardante il lapideo, in primis sulle tariffe con contestazioni volte a ridurre le entrate comunali del 75% e il cui accoglimento avrebbe portato il Comune al default, sottraendo servizi essenziali a tutta la popolazione. Sono questi gli interessi dei cittadini che stanno a cuore a Venturi?».

«Quando poi si parla di “accordi” – prosegue Martinelli – forse è bene rammentare un po’ di storia recente. La tanto sbandierata stagione degli accordi ha prodotto effetti devastanti: all’epoca il Comune incassava praticamente la metà del gettito attuale e nonostante una fantomatica concordia pagata a così caro prezzo dai cittadini, i contenziosi ci furono comunque. Viene da chiedersi su quali basi, con quali forze politiche con quali candidati a sindaco o sindaca, a nome dell’interesse di quali imprese Venturi stia ragionando di tornare a quell’epoca. Certo abbiamo capito chiaramente che lui non è un estimatore di questa amministrazione».

«Quello che dispiace – conclude il vicesindaco – non è tanto constatare l’ennesimo attacco di un presidente dell’associazione industriali contro questa amministrazione. Dispiace anche il veder mortificare in modo così plateale lo sforzo che molte imprese del settore stanno facendo per conformarsi a quelle che sono le regole e le sfide che le nuove sensibilità e normative impongono non solo al settore lapideo, ma a tutti i comparti economici».