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Massa, via libera alla variante al Regolamento urbanistico: si allarga l’area industriale

Il Consiglio comunale ha approvato il documento. Il M5s: «Aumentano le zone edificabili, ecco perché ci siamo astenuti»

MASSA – Il Consiglio comunale di Massa ha approvato la variante al Regolamento urbanistico che consente di trasformare una porzione di area di fronte all’ex Eaton da “fascia urbana” in area a destinazione industriale, «quindi edificabile. Il M5s si è astenuto per diverse ragioni». Lo afferma dall’opposizione il gruppo pentastellato al termine dell’assemblea cittadina di ieri. «Da ciò che è stato detto a favore di questa variante – afferma – si potrebbe credere che altrimenti non si sarebbe potuto realizzare il rilancio e la riqualificazione della nostra area industriale mediante, appunto, l’edificazione di un capannone di 6761 mq».

«In realtà – evidenzia il M5s – senza il sacrificio dell’Afu si sarebbe potuto realizzare un capannone da 5400 mq considerando che quello non è l’unico lotto industriale disponibile nel perimetro Zia (Zona industriale apuana, ndr) in attesa di riqualificazione e che comunque potranno insediarcisi anche diverse attività produttive di superficie  non inferiore a 500 mq. Sarebbe interessante sapere a quale prezzo il Comune ha ceduto il suo lotto al Consorzio Zia, considerando il valore di un’area non edificabile oppure già stimandola con potenziale edificatorio? Nessuno ce ne ha fatto cenno, non sappiamo quindi se i cittadini massesi ci andranno in rimessa rispetto alla perdita dell’area verde».

«La maggior parte dell’area Afu infatti era indicata nei documenti sovraordinati come area boscata e persino nel Catasto Terreni del Comune di Massa veniva indicata con “Bosco Alto”. Si è presa però in considerazione la perizia agronomica che ne fa ovviamente una fotografia attuale: uno spazio verde degradato. Basta lasciar degradare le aree boscate per potergli cambiare destinazione? Assunto “pericoloso”, non credete? Inoltre l’area ”boscata” era permeabile naturalmente per tutta la sua estensione, mentre con la trasformazione in area industriale resterà permeabile solo per il 25%, eppure una parte è interessata da rischio idraulico».

«Infine – concludono i Cinque Stelle – visto che l’area Afu è separata dal resto del lotto dalla presenza della ferrovia e che quindi sarà usata per il parcheggio pertinenziale del futuro insediamento produttivo, ci sono veramente soggetti interessati a 6761 mq di capannone incastrato nel lotto industriale originale oppure visto che il Consorzio Zia ha lasciato scadere da tempo i termini per il rilancio di quell’area, l’approvazione gli evita di dover restituire i soldi che la Regione aveva anticipato a tale fine, come chiaramente espresso nell’accordo integrativo? E a che pro?».