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Gli scarti del marmo di Carrara per il nuovo molo dei cantieri di Sestri Ponente foto

La struttura commissariale per la ricostruzione del ponte Morandi: «Questa scelta è un ottimo esempio di “economia circolare”»

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CARRARA – Il marmo di Carrara per la costruzione di un nuovo molo in provincia di Genova. Per riempire i cassoni che creeranno il nuovo molo dei cantieri navali di Sestri Ponente per il cosiddetto ribaltamento a mare di Fincantieri saranno usati anche scarti di lavorazione del marmo bianco delle cave di Carrara. I cassoni sono strutture in calcestruzzo, di grandi dimensioni, che vengono costruite sul posto, affondate e poi riempite.

Lo rende noto la struttura commissariale per la ricostruzione del ponte Morandi che gestisce anche questa operazione. «La scelta di questa soluzione ha consentito di recuperare un materiale di ottima qualità e non “scavato”, favorendo la riduzione dello sfruttamento delle risorse. Questa scelta è un ottimo esempio di “economia circolare”. Il riempimento, infatti, avviene attraverso l’utilizzo di un “sottoprodotto”:  uno scarto di produzione che può essere gestito quindi come un bene e non come rifiuto.».

L’operazione ha anche un valore ambientale perché il materiale arriva via mare dal porto di Marina di Carrara al porto di Genova, scelta che ha tolto tir da strade e autostrade. Verrà trasportato quasi un milione di metri cubi di materiale. A oggi ne sono stati trasportati 200mila in circa 50 viaggi (9mila tonnellate per viaggio). Secondo la struttura commissariale, «l’operazione si configura come una delle più grandi a livello europeo di economia circolare».

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