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«Benefici anche per la costa apuana se Viareggio e Forte dei Marmi diventano “città balneari”»

Stefania Frandi presidente regionale Sib Confcommercio: «Le pratiche sperimentate potrebbero essere mutuate anche nei piccoli centri turistici»

CARRARA – Anche Carrara c’era, seppure non in veste ufficiale con rappresentanze istituzionali, grazie alla presenza di Stefania Frandi presidente regionale di Sib Confcommercio nonché moglie del titolare del Bagno Venezia. Stiamo parlando del summit dei big dei balneari tenutosi a Riccione nelle settimane scorse. Durante la due giornate si sono riuniti anche quest’anno per la quinta volta, i rappresentanti dei comuni appartenenti al network G20, quei comuni che contano almeno un milione di presenze turistiche annuali (26 comuni in Italia), e in più, per la prima volta, gli esponenti di tutti i 334 comuni balneari italiani. In collegamento anche il ministro del turismo Massimo Garavaglia.

Tra le città toscane erano presenti (oltre a Bibbona, San Vincenzo, Castiglione della Pescaia e Grosseto) le vicine Viareggio e Forte dei Marmi, quest’ultima, anche se non arriva ai numeri di Viareggio, invitata per il suo valore simbolico allacciato a Viareggio, ci spiega Frandi la quale, tra l’altro, si è complimentata con Bruno Murzi per il bell’intervento.

Sul tavolo del convegno nazionale non poteva mancare il nodo Bolkestein, ma oltre al tema caldo delle concessioni, ci sono state anche tante proposte. La prima, messa in agenda, è stata la creazione di città balneari: «Sono città fisarmonica con pochi abitanti durante l’inverno ma che esplodono in estate con l’arrivo dei turisti. Sono città che hanno bisogno di risorse e di personale. Hanno proposto questo progetto al ministro il quale ha risposto positivamente: ci lavoreranno sopra. Ci sono state tante promesse da parte sua» ha riferito Stefania Frandi.

Carrara non ha questi numeri turistici e non ha quindi il diritto di accedere al progetto presentato, ma chiediamo ugualmente alla presidentessa di Sib Confcommercio se la creazione di una città balneare nella vicina Viareggio e nella vicina Forte dei Marmi, potrebbe tradursi in beneficio in qualche modo anche per noi, fosse anche solo da stimolo. «Certamente sarebbe un aiuto perché le pratiche sperimentate potrebbero essere mutuate anche nei piccoli centri turistici» ha risposto Frandi.

Sul tema delle concessioni Stefania Frandi ricorda che anche il sindacato Sib Confcommercio ha presentato dei subemendamenti, attraverso le forze politiche vicine alle istanze dei balneari, relativamente al disegno di legge concorrenza che verrà approvato presumibilmente entro giugno e su cui il ministro ha preferito non pronunciarsi, in vista dell’incontro a breve tra governo e maggioranza: «Abbiamo chiesto prima di tutto — ha sintetizzato la posizione del sindacato elencando i punti principali delle loro richieste — un periodo temporaneo più lungo (per l’entrata a regime della normativa che sancisce di andare a gara entro il 2023. Ndc) anche per dare tempo alle aziende di strutturarsi e poi per i comuni stessi. Il comune di Carrara per esempio ha 42 concessioni con uno o due funzionari ed entro il 31/12/23 dovrà essere pronta con ricognizioni e mappature: è impossibile. Eppure avere una normativa di riferimento è una vera emergenza. Le persone per poter lavorare e investire hanno bisogno di regole, con il colpo di spugna della sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto di riassegnarle tramite gare pubbliche entro la fine del prossimo anno. Poi – ha proseguito nell’elenco dei punti sottoposti all’attenzione dell’esecutivo — chiediamo che siano conservati i titoli già rilasciati: se dopo la pubblicazione nei 60 giorni non c’è stata opposizione e se il Comune non ha agito in autotutela nei termini revocandolo, si tratta di titoli che secondo noi andrebbero conservati».

«Per esempio i primi di novembre una signora di Marina di Massa ha acquistato un bagno facendo affidamento sull’estensione fino al 2033 della concessione: sarebbe dunque opportuno per evitare contenziosi mantenere i titoli ormai già rilasciati. Infine — ha concluso — che venga riconosciuto il valore delle aziende create: le spiagge e il mare sono di tutti ma le strutture non è possibile che vengano considerate zero!».