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Massa, locali chiusi a mezzanotte: i commercianti bocciano senza appello l’ordinanza

Confcommercio e Confesercenti contro Persiani: «Punisce in modo indiscriminato un intero comparto»

MASSA – Esprimono tutta la loro forte contrarietà il presidente provinciale di Confcommercio Bruno Ciuffi e Stefano Gazzoli presidente di Confesercenti, nel commentare la decisione del sindaco di Massa Francesco Persiani di firmare un’ordinanza che impone la chiusura a mezzanotte di tutti i locali con sede sul territorio comunale (ne abbiamo parlato qui). “Una decisione gravissima – commentano in una nota i rappresentanti delle due associazioni di categoria – che va a penalizzare, senza alcuna logica, un numero enorme di attività commerciali già oltremodo colpite dalle ricadute dell’emergenza sanitaria in atto. Questa ordinanza, infatti, va a punire in modo indiscriminato un intero comparto, chiamando in causa esercizi di vicinato, esercizi di somministrazione alimenti e bevande ed attività artigianali di alimentare con annesso commercio di cibi e bevande, la maggior parte dei quali non ha alcun legame con il fenomeno della cosiddetta malamovida”.

“Un’ordinanza del tutto sproporzionata – proseguono Ciuffi e Gazzoli – rispetto a quello che è un problema invece ben circoscritto, come appunto quello della malamovida, ma sproporzionata anche laddove il Comune fa riferimento alla necessità di adottare misure sanitarie straordinarie per fermare la diffusione dei contagi covid: si pensa forse davvero di ridurre i contagi sottraendo due ore di lavoro ai locali del territorio comunale, quando ad oggi il consumo nei locali è consentito tramite green pass rafforzato?”.

“Per problemi mirati – insistono Confcommercio e Confesercenti – servono risposte altrettanto mirate, e sicuramente non è una risposta mirata questa ordinanza generica, sbagliata e punitiva per un’intera categoria, che ha l’aggravante di essere stata firmata senza neppure una telefonata interlocutoria di confronto con le nostre associazioni, che sono state convocate una sola volta a dicembre. Quando si parlava di misure calibrate su un’area specifica e non certo sull’intero territorio comunale”.

“L’alibi secondo il quale gli esercenti continuano oltre gli orari di chiusura – termina la nota – non regge. Le associazioni di categoria non difendono i comportamenti errati, nel caso ci fossero, ma per evitarli è necessario fare controlli ed eventualmente chiudere chi sbaglia. Pensiamo a cosa accadrebbe in una grande città applicando la stessa restrizione. Questa ordinanza ci appare più come una resa di fronte all’incapacità di controllo del territorio. Ecco perché chiediamo a gran voce sin da ora al sindaco di rimettere mano al più presto l’ordinanza, coinvolgendo da subito le associazioni di categoria”.