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Al via i saldi in Toscana. I consigli di Federmoda Massa-Carrara per evitare fregature

La spesa media sarà di 119 euro, 4 in più rispetto al 2021

MASSA-CARRARA – È di 119 euro a persona la previsione di spesa di Federmoda, il sindacato nazionale di Confcommercio che si occupa del mondo dell’abbigliamento e della moda, per i saldi invernali 2022 che in Toscana partono domani, mercoledì 5 gennaio. Una cifra in leggero aumento rispetto ai 115 euro di previsione del 2021, ma in netto calo rispetto ai 160 stimati nell’inverno 2020, pochissime settimane prima dell’esplosione dell’emergenza sanitaria.

“Indubbiamente – afferma Federico Lanza, presidente di Federmoda Confcommercio province di Lucca e Massa-Carrara – l’attesa per questi saldi è alta: l’auspicio è che questo momento possa rappresentare un segnale di fiducia economica e commerciale, ma anche sociale. Il nostro invito alle persone è quello di effettuare i propri acquisti all’interno del circuito dei cosiddetti negozi tradizionali, che nel corso della pandemia sono stati penalizzati ancor di più dalle varie restrizioni, rispetto ai colossi internazionali dell’e-commerce”.

“Negozi tradizionali – sottolinea Lanza – che sono sinonimo di professionalità, sicurezza, rispetto delle regole e massima attenzione nei confronti dei propri clienti, oltre che di grande qualità su prodotti attuali che calendario alla mano hanno davanti ancora mesi di potenziale utilizzo. Una garanzia di affidabilità e professionalità che merita fiducia”. Come ogni anno, Confcommercio ricorda le principali regole per il corretto svolgimento delle vendite in saldo.

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti senza contanti.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
  6. Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversi accordi.