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Il Capodanno dei ristoratori apuani tra disdette e scelte dolorose: «I nostri clienti hanno paura»

Il tutto esaurito è utopia. Alcune attività scelgono di rimanere chiuse e proporre un menù da asporto

MASSA-CARRARA – Sarà un Capodanno decisamente atipico, per certi versi drammatico, quello che attende i ristoratori apuani. Ognuno sta vivendo a proprio modo l’ennesima sfida in quasi due anni di pandemia. Dopo le chiusure forzate dello scorso anno, questa volta a farla da padrone è la paura del contagio. I casi di positività sono in continuo aumento e le persone, scoraggiate, hanno perso la voglia di festeggiare. Alcune di loro, per evitare il rischio di contrarre il virus a tavola, hanno deciso di disdire la prenotazione per il classico cenone e passeranno un capodanno in maniera più intima. E come sempre da due anni a questa parte, a pagare il prezzo più caro, sul piano economico ma anche sociale e psicologico, sono i titolari delle attività che speravano, con il tutto esaurito del 31 dicembre, di poter tirare una boccata d’ossigeno. E’ una furia Diego Crocetti de La Maison e La Maison sul Mare a Marina di Carrara: «Volete sapere l’effetto del governo su di noi ristoratori? – scrive su Facebook – Totale disdette ad oggi 120 persone. Far fallire l’economia? Lo state facendo bene». Poi, contattato dalla Voce Apuana, Crocetti aggiunge: «Il green pass si è rivelato un fallimento: non ha frenato la diffusione del virus, anzi, ha dato alle persone la sensazione di avere maggiore libertà facendo abbassare la soglia dell’attenzione. Adesso i numeri sui contagi fanno paura e la gente non vuole più andare al ristorante. E a pagarla siamo sempre noi. E l’economia in generale. E’ vero che siamo aperti, ma non sarà certo il Capodanno degli altri anni. Quei numeri sono distanti anni luce». Più sereno è Alessandro Bandoni de Le Palme: «Non possiamo lamentarci – dice – perché per la situazione che stiamo vivendo, anche quei pochi tavoli che abbiamo prenotati sono un successo. Va bene così, il lavoro c’è. Ci sono colleghi che hanno deciso di non aprire e fare solamente asporto, altri che si sono visti decimare le prenotazioni. Noi alla fine abbiamo una decina di tavoli. Circa venti persone hanno disdetto».

A Carrara centro Andrea Diamanti de La Vinaccia ha dovuto cancellare cinque prenotazioni. «All’interno abbiamo una ventina di posti – spiega -. Fino a qualche giorno fa erano tutti prenotati poi, di punto in bianco, tra positivi, contatti stretti e chi ha paura di contagiarsi, sono iniziate le disdette. Qualcuno, fortunatamente, siamo riusciti a recuperarlo. Tutto sommato siamo stati fortunati, considerando che qualcuno, nella nostra strada, ha preferito tenere chiuso e fare un menù di Capodanno da asporto».

E tra chi ha rinunciato a tenere aperto ci sono anche Sheila ed Enrico di Des Cafè, a Massa. «E’ stata una scelta dolorosa – confessa la titolare -. Inizialmente avevamo diverse prenotazioni ma poi sono arrivate numerose disdette. Alla fine abbiamo scelto di non fare la serata, perché stava diventando un calvario. Purtroppo le spese in serate come queste sono tante e in una situazione del genere sarebbero diventate insostenibili».

Nulla cambia se ci si sposta dalla costa alla montagna. Al rifugio Città di Massa, a pian della Fioba, ogni anno i gestori organizzano cenone e pernottamento. Quest’anno sarà diverso. «Metteremo soltanto una musica di sottofondo – spiega Nicola Tavoni – e cercheremo di mantenere la situazione più tranquilla possibile. Sin dall’inizio abbiamo cercato di prendere meno prenotazioni del solito per evitare assembramenti. Le disdette? Fortunatamente sono arrivate soltanto da un gruppo da cinque, che però siamo già riusciti a rimpiazzare».