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Salta l’accordo tra Comune di Massa e sindacati per il contratto decentrato

Il Comune: «Alcune sigle sono riuscite a far sì che le somme destinate al personale non potranno venire erogate». Uil e Cisal: «Un documento imposto dall'amministrazione che aumentava le ingiustizie fra lavoratori»

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MASSA – «Le organizzazioni sindacali dopo quattro riunioni di delegazioni trattanti hanno deciso di non stipulare il contratto collettivo decentrato integrativo, parte economica 2021, con motivazioni del tutto estranee al contenuto dell’ipotesi di distribuzione delle risorse al personale». L’annuncio arriva direttamente dall’amministrazione comunale di Massa che aveva avviato le trattative per una «soluzione condivisa». «L’amministrazione comunale – riporta la nota di Palazzo civico – nel corso delle trattative, si è resa disponibile ad individuare una soluzione condivisa sull’unico argomento divisivo tra le parti e cioè la modifica “del tutto legittima” sui criteri per le progressioni economiche orizzontali, oltre ad incrementare le risorse per le progressioni orizzontali nell’anno 2021, raddoppiandole da 45mila euro a 90mila euro. A seguito dell’assemblea del personale tenutasi in data odierna, le organizzazioni sindacali hanno deciso di non sottoscrivere il contratto decentrato 2021, con conseguente impossibilità di erogare somme consistenti al personale a titolo di trattamento accessorio. È da verificare se ciò impedisca anche di utilizzare le risorse di parte variabile quantificabili in circa 200mila euro».

«Naturalmente – prosegue il Comune – stiamo effettuando tutte le verifiche del caso per far si che ciò non accada, anche se alcuni orientamenti interpretativi delle norme di materia farebbero presupporre che la mancata stipula entro l’anno del contratto decentrato impedirebbe la sua sottoscrizione in una fase successiva. Su questa questione saranno fatti ulteriori approfondimenti tramite la richiesta di un parere esterno, ma certo è che i dipendenti, con la mancata firma dell’accordo da parte dei sindacati, stanno correndo il serio rischio di non poter ricevere quelle somme».

«L’amministrazione, pur con alcune diversità di vedute con i sindacati, aveva messo sul piatto ingenti somme per riconoscere le professionalità all’interno dell’ente. Incredibilmente però alcune sigle sindacali (Uil-Fpl e Csa-Cisal, ndr), propugnando tesi che nulla avevano a che fare con le materie oggetto di contrattazione e, in alcuni casi, con argomentazioni addirittura politiche, sono riuscite a far sì che le somme destinate al personale non potranno venire erogate, a svantaggio di tutti i dipendenti comunali. Dispiace constatare altresì che 25 dipendenti comunali abbiano segnato il destino economico di tutto il personale dell’Ente, portando tra l’altro un risultato che sindacalmente sembra in antitesi con il principio di tutela dei lavoratori e delle loro professionalità. Ma questi sono i fatti. Per quanto sarà possibile queste risorse verranno quindi destinate ad interventi e progetti che andranno a vantaggio dell’intera collettività».

Secondo Uil-Fpl e Csa-Cisal, quello era «un documento imposto dall’amministrazione che aumentava le ingiustizie fra lavoratori. Non sono gli aspetti economici il problema ma i criteri con cui si vanno a predisporre le schede di valutazione».

La nota di Uil-Fpl e Csa-Cisal

“Non possiamo firmare un contratto decentrato della parte economica da riconoscere ai dipendenti accettato in toto quanto deciso in maniera unilaterale dall’amministrazione, senza confronto sindacale. Un sistema che ancora una volta annulla il dialogo e stabilisce regole a uso e consumo dell’amministrazione e dei dirigenti senza alcuna concertazione. E il voto contrario in assemblea da parte dei lavoratori del Comune dimostra che avevamo ragione: devono tornare sui propri passi e iniziare una vera fase di confronto con i sindacati”. A parlare sono i segretari della Uil Fpl Massa Carrara, Claudio Salvadori, e della Csa Cisal, Anna Maria Mosti, usciti vincenti dal confronto in assemblea sindacale rispetto a Fp Cgil e Cisl Fp: i lavoratori erano chiamati a votare il mandato sindacale per la sottoscrizione dell’accordo con l’amministrazione ma la maggioranza è stata contraria. “I nostri colleghi avevano deciso di sottoscrivere un accordo che di fatto era stato stipulato in maniera unilaterale dall’amministrazione – proseguono Salvadori e Mosti – ma alla prova dei fatti il voto dei dipendenti comunali è andato in direzione contraria con larga maggioranza. E a contestare la posizione sono stati anche gli iscritti agli altri sindacati che hanno deciso di non accettare le altre proposte e un documento mai discusso attraverso un dovuto confronto ai tavoli sindacali che cambia i criteri di assegnazione delle valutazioni dei dipendenti e le relative remunerazioni salariali tramite progressioni economiche orizzontali (Peo)”. D’altronde questa era stata fino a pochi mesi fa la posizione condivisa da tutti i sindacati e solo nelle ultime settimane si era verificata un spaccatura. Le contestazioni di Uil Fpl e Csa Cisal riguardano le modalità con cui si è arrivato al documento e i criteri utilizzati: “Cambiano i criteri nella scheda di valutazione e oltretutto aggiungono al danno la beffa sostenendo di farlo per un interesse pubblico. Come se la progressione economica di un dipendente avesse a che fare con l’interesse pubblico. Si è arrivati qui senza discussione: l’amministrazione aveva deciso di modificare in maniera autonoma, senza alcun tavolo di confronto, l’accordo sottoscritto con i sindacati nel 2019 senza alcun passaggio sindacale. Meglio tornare quindi al contratto precedente che accettare un’imposizione che darebbe luogo se applicata ad aumentare la differenza, le ingiustizie salariali e di carriera tra i dipendenti. Ribadiamo che non sono gli stretti aspetti economici che fanno la differenza ma i criteri con cui si vanno a predisporre le schede di valutazione”.

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