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«Smentite le promesse». Acciaierie d’Italia diserta il tavolo, ancora rabbia e delusione per Sanac

Il segretario della Uiltec Toscana Nord dopo il vertice al Mise: «Stiamo giocando a carte con un fantasma. Unica notizia positiva, se così si può dire è che la procedura di gara si è sbloccata». La Regione: «Indispensabile garantire continuità produttiva»

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MASSA – “Stiamo giocando a carte con un fantasma, Acciaierie d’Italia, che dimostra ogni volta di non avere alcun interesse a trattare non solo con i sindacati ma pure con lo Stato, che pure fa parte della società ma sembra non avere alcun potere neppure di persuasione morale. La situazione di Sanac sta sprofondando e a oggi non vediamo alcun paracadute”. E’ preoccupato il segretario della Uiltec Toscana Nord, Massimo Graziani, a poche ore di distanza dal tavolo convocato al ministero dello Sviluppo economico per discutere della vertenza Sanac.

“Ancora una volta Acciaierie d’Italia seppur invitata ha deciso di non presentarsi neppure – prosegue Graziani – e la sua assenza al tavolo ha smentito quanto ci era stato detto recentemente in Prefettura a Massa, ossia che aveva intenzione di ricomporre il quadro e ripristinare gli ordini da Taranto per Sanac. Questa era la migliore occasione per discutere il ripristino dell’attività produttiva. Non solo. Un’assenza pesante che crea preoccupazione rispetto alle garanzie date dal ministro Giancarlo Giorgetti quando aveva giurato che Acciaerie era interessata al futuro di Sanac e avrebbe partecipato alla gara. Ne dubitiamo fortemente visto che non si è sentita neppure di partecipare a una riunione in videoconferenza di neanche un’ora”.

I sindacati, presenti quelli territoriali dei quattro stabilimenti e quelli nazionali, hanno ribadito al ministero rappresentato dal coordinatore della Struttura per le crisi d’impresa Luca Annibaletti che se in queste condizioni Sanac arriverà alla gara di vendita in ginocchio: “L’unica notizia positiva, se così si può dire – continua il segretario Uiltec – è che la procedura di gara si è sbloccata e dalla commissione è tornata nelle mani del Mise. Dovrebbe essere pubblicata nel giro di 6 mesi: troppo tempo per Sanac. Non può sopravvivere così a lungo: opera per cassa, tanto vende e tanto paga. Se mancano gli ordini da Taranto arriverà alla vendita in condizioni disastrose, con personale in Cassa integrazione e stabilimenti chiusi. Questo tavolo è l’ennesimo fallimento della politica. Abbiamo chiesto la convocazione immediata tavolo del coordinamento sindacale delle Sanac. I segretari nazionali hanno ribadito al Mise di farsi parte attiva nella trattativa con Acciaieria ma i rappresentanti del Ministero non ci hanno dato risposte o garanzie e se ne sono lavati le mani in maniera pilatesca. Nei prossimi giorni valuteremo tutti insieme quali iniziative mettere in campo”.

La Regione: “Indispensabile garantire continuità produttiva”

“La ripresa in tempi rapidi degli ordini, oggi in via di esaurimento, è una condizione indispensabile per garantire la continuità produttiva dello stabilimento Sanac di Massa. Per questo anche la Toscana si unisce alle richieste di sindacati e istituzioni al Ministero dello sviluppo economico perchè si faccia garante di una ripartenza degli ordinativi da parte della principale committente, ovvero Acciaierie Italia”. Così il consigliere del presidente per il lavoro Valerio Fabiani al termine della riunione del tavolo nazionale convocata oggi dal Mise.

I commissari straordinari dell’azienda hanno dato notizia che, entro metà dicembre, sarà bandita una nuova gara di acquisto per Sanac, che dovrebbe concludersi in circa quattro mesi, dando così una possibilità di sviluppo all’azienda che oggi si ritrova a fare i conti, appunto, con la diminuzione degli ordini, fino a poco tempo fa commissionati da Arcelor Mittal. “Per uscire dall’emergenza – osserva Fabiani – è necessario che si arrivi alla gara con un’azienda pienamente operativa, scongiurando così il ricorso alla cassa integrazione per i lavoratori e il depauperamento del valore complessivo dell’azienda”.

Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità che il Mise assicuri all’intera filiera dell’acciaio in Italia una prospettiva di sviluppo unitario, di cui Sanac rappresenta una componente strategica. “La Regione – assicura Fabiani – continuerà a operare affinché la partecipazione pubblica al capitale sociale di Acciaierie Italia possa tradursi, coerentemente, nell’inserimento di Sanac nella filiera nazionale dell’acciaio, e attende risposte auspicando la rapida riconvocazione del tavolo nazionale alla presenza dei vertici della società che hanno rilevato l’Ilva di Taranto”.

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