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«Perché Acciaierie Italia si è rivolta al mercato estero? Sanac attende delle risposte»

Il deputato Cosimo Ferri (Iv) ha presentato un'interrogazione al ministro Giorgetti: «Perché si sono fermati e bloccati gli ordinativi?»

MASSA – «Come avevo anticipato nel corso dell’incontro tenutosi in Provincia alla presenza del signor prefetto di Massa-Carrara e delle delegazioni delle sigle sindacali e delle Rsu di Sanac, ho presentato un’interrogazione al ministro Giorgetti per fare chiarezza sul futuro Sanac e sul perché si siano fermati e bloccati gli ordinativi di materiale da parte di Acciaierie Italia a Sanac». Il deputato di Italia Viva, Cosimo Ferri, annuncia la presentazione dell’interrogazione al ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, sulla vertenza Sanac.

«Preoccupanti sono le notizie – evidenzia Ferri – che un’azienda, della quale è socia Invitalia (quindi lo Stato), si stia rivolgendo a un mercato estero. Anche su questo punto chiediamo massima trasparenza nell’informazione e vogliamo conoscerne i motivi che abbiano potuto indurre a tale decisione. Il futuro di Sanac deve partire dalla consapevolezza di avere un insediamento produttivo di altissima qualità e importanza. E ci preoccupa molto perché se ciò fosse vero contrasterebbe di fatto con l’intenzione di partecipare al nuovo bando di gara».

Il testo dell’interrogazione

Al Ministro dello sviluppo economico – Per sapere – Premesso che:

Lo stabilimento Sanac di Massa, operativo a partire dal 1972 all’interno del polo industriale di Massa- Carrara, è una delle quattro unità produttive del Gruppo Sanac s.p.a, unitamente alla sede di Gattinara (VC), Grogastu (CA), e Vado Ligure (SV); nel 1995 è entrato nel gruppo Riva in concomitanza con l’acquisto della società Ilva s.p.a. di cui Sanac faceva parte;

lo stabilimento di Massa è attivo nella produzione e nell’assistenza tecnica di refrattari per il sistema di spillaggio c.d. “a cassetto” per siviera, un sistema brevettato e completamente progettato nello stesso stabilimento di Massa; è un’azienda da sempre all’avanguardia nei processi produttivi e una tra le realtà più solide del polo industriale della provincia e a livello nazione;

attualmente risultano occupati nello stabilimento 101 operai di cui 6 con contratti a termine. Inoltre, all’interno del sito produttivo lavorano diverse società che impiegano circa 100 operai;

l’azienda, entrata in amministrazione straordinaria dal marzo 2015, in quanto controllata da Ilva s.p.a., ha subito un considerevole calo di ordini in ragione delle questioni giudiziarie che hanno coinvolto l’impianto di Taranto e delle difficoltà finanziarie del Gruppo Riva;

nel 2016 si apriva la procedura per il trasferimento degli asset aziendali di Ilva s.p.a. attraverso un bando internazionale. Il 5 giungo 2017 la cordata AM Investco Italy, una joint venture formata dal gruppo Marcegaglia (15%) e da Aarcelor Mittal (85%) si aggiudicava la gara;

il 5 settembre 2018 presso il Ministero dello sviluppo economico veniva siglato l’accordo con Arcelor Mittal per la cessione di Ilva s.p.a.;

tuttavia, tale iniziativa imprenditoriale non ha avuto alcuno sviluppo concreto né, per altro verso, sembrano ipotizzabili possibili esiti soddisfacenti neppure in un arco temporale di medio periodo, per cui, allo stato, lo stabilimento Sanac di Massa versa in una situazione di stallo, né sembra ipotizzabile una soluzione in tempi brevi attese le procedure del nuovo bando e l’eventuale nuova assegnazione;

il quadro si è, peraltro, aggravato in considerazione del fatto che l’ultimo ordine di acquisto di Acciaierie d’Italia s.p.a. a Sanac risale allo scorso mese di maggio;

invero, risulta che, a partire dal mese di giugno 2021, Acciaierie d’Italia stia ordinando il materiale refrattario a competitors stranieri – con conseguente estromissione di Sanac – quali RHI, VESUVIUS, KROSAKI, SEVEN REFRACTORY;

non sono comprensibili le ragioni di tale improvvisa predilezione per il mercato estero che, in ogni caso, sembra in contrasto con la dichiarata intenzione di Acciaierie d’Italia di partecipare ad una eventuale gara di futura indizione;

occorre, ad avviso dell’interrogante, che Acciaierie d’Italia torni a privilegiare la produzione italiana di materiale refrattario, come regolarmente avvenuto fino allo scorso mese di maggio, con risultati soddisfacenti;

se il Ministro è in grado di fornire chiarimenti sulla problematica esposta circa l’approvvigionamento di materiale refrattario e quali siano le iniziative che intende assumere al riguardo.