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Vertenza Oma, sale la preoccupazione. La Fiom Cgil: «Non si possono perdere posti di lavoro»

Il sindacato sulla mancata aggiudicazione dell'asta fallimentare dell'azienda che ha anche una sede a Massa

MASSA – «Lo scorso 4 novembre Cividac, gruppo attivo nel settore delle costruzioni industriali, aggiudicatario temporaneo di Oma (Officina Meccanica Angelucci), non ha proceduto a versare, dopo la caparra, l’importo rimanente per concludere l’operazione di acquisizione dal fallimento dell’azienda di carpenteria metallica e manutenzione di impianti industriali». Lo segnala la Fiom Cgil di Firenze e Massa-Carrara che interviene sulla vertenza che riguarda 157 addetti tra Firenze e Massa.

«Non sappiamo – afferma il sindacato – quali scenari potrebbero verificarsi. Il mancato versamento della quota comporta la necessità di procedere a una nuova asta, al momento però non sono note le tempistiche, né se vi siano possibili acquirenti. Come organizzazioni sindacali avevamo da subito sollevato perplessità sia per la velocità con cui Cividac avrebbe voluto concludere la procedura di trasferimento d’azienda, sia per le modalità, poiché i lavoratori non sarebbero transitati all’interno di Cividac ma di una Newco da essa controllata, i cui rappresentanti non si sono mai presentati ai tavoli».

«La situazione di Oma – evidenzia la Cgil – si inserisce all’interno di un contesto territoriale già profondamente colpito da una crisi durissima. Non possiamo permetterci di perdere competenze, professionalità e posti di lavoro. Per questo, a seguito del mancato saldo per la fideiussione, abbiamo chiesto l’aggiornamento del tavolo dell’unità di crisi in Regione Toscana e un incontro urgente con Cividac. A più di due anni dal fallimento Oma questa situazione getta più di un’ombra sul futuro dei 241 lavoratori occupati tra Firenze, Massa-Carrara e Pescara (in Toscana sono 157). Auspichiamo che l’esercizio provvisorio, prorogato fino ad aprile 2022, oltre a portare avanti la produzione, serva anche a trovare un acquirente che si faccia carico della ripartenza di tutte le sedi territoriali».