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«Il tempo delle parole è finito». Cgil, Cisl e Uil proclamano lo sciopero dell’industria apuana

«Con l’aggravarsi della situazione e l’ultimo aggiornamento della vertenza Sanac ci troviamo a raccogliere i cocci di una vertenza simbolo per il nostro territorio, per il Paese e per il buon senso»

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MASSA-CARRARA – Sciopero dell’industria apuana il prossimo 12 novembre. È quello che hanno annunciato i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil nel corso di una conferenza stampa. «Avevamo cercato – hanno detto i segretari provinciali della triplice Paolo Gozzani, Andrea Figaia e Franco Borghini – di instaurare un rapporto collaborativo che ci auguravamo proficuo, con le amministrazioni e la politica locale, per quanto riguarda la “vertenza Massa-Carrara 2021”. Abbiamo aspettato un tempo giusto e congruo di circa sei mesi dalla proclamazione dello stato di agitazione territoriale dichiarata all’assemblea dei quadri e delegati Cgil Cisl Uil Massa-Carrara nello scorso mese di marzo».

«Sia le istituzioni locali, ma anche i singoli partiti – hanno sottolineato – e soprattutto la Regione Toscana, sono letteralmente spariti, assenti, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni. Oggi, con l’aggravarsi della situazione e l’ultimo aggiornamento della vertenza Sanac ci troviamo a raccogliere i cocci di una vertenza simbolo per il nostro territorio, per il Paese e per il buon senso. In questo caso non si tratta di competere e soccombere con fondi di investimento offshore ma piuttosto ‘solo’ di pasticci all’italiana. La gestione commissariale sta procedendo con l’escussione della fidejussione e con l’indizione di una nuova gara per l’acquisizione del gruppo Sanac. Questo è inaccettabile, dopo due anni e mezzo il governo deve chiedere con forza il rispetto degli accordi sottoscritti da parte di una multinazionale come Arcellor Mittal che ha beneficiato di un grande aiuto da parte dello Stato. Il nostro territorio è rimasto fermo e abbandonato da trent’anni, fin ai tempi della chiusura delle fabbriche chimiche che hanno ci lasciato una eredità pesante sul piano ambientale sociale ed economico. Per non parlare della vertenza Carrarafiere».

«Il tempo delle parole è finito. Ora servono i fatti. Come Cgil, Cisl e Uil  invitiamo e ci appelliamo a tutti i lavoratori, ai precari, ai disoccupati, ai cassaintegrati, ai pensionati, ai malati che non hanno risposte sanitarie utili, adeguate soddisfacenti, agli studenti delle scuole secondarie ai cui viene precluso un futuro dignitoso, ai laureati costretti ad espatriare, al fine di unirsi alla nostra mobilitazione».

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