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Prosegue il calo di imprese a Massa-Carrara: più giardinieri e metalmeccanici, meno muratori

I dati della Camera di Commercio: i bar ed altri esercizi simili scendono di 44 unità, in calo anche parrucchieri e altri trattamento estetici

MASSA-CARRARA – Come nel 2019, anche nell’anno del covid le imprese che hanno cessato la loro attività sono più di quelle che hanno aperto i battenti. E’ uno dei primi dati che balza all’occhio nel Rapporto Economia 2021 della Camera di Commercio di Massa-Carrara. Tante le attività che, superato il primo lockdown del 2020, hanno atteso di verificare gli effetti del virus sull’economia. Alcune ce l’hanno fatta, altre no. Ma c’è anche chi probabilmente ha deciso di tenere duro, e di aspettare tempi migliori per ripartire. Il saldo attuale di -3 (risultante dal calcolo imprese iscritte-imprese cessate) è un dato certamente migliore rispetto al -32 del 2019. Un dato per certi versi anche curioso, considerato il gran numero di imprese che hanno patito le conseguenze economiche della pandemia. Una possibile spiegazione sta, per l’appunto, nel fatto che sia ancora troppo presto per vedere il reale “effetto covid”.

A fine anno 2020 – si legge nel rapporto della Camera di Commercio – sono 22.535 le imprese registrate a Massa-Carrara, di cui 18.551 attive, in leggera diminuzione rispetto alle 18.610 dell’anno precedente. Rispetto al 2019 il tasso di sviluppo imprenditoriale è stato del -0,01%, in sostanza stabile (in Toscana -0,07%; in Italia +0,32%). Il saldo negativo, come si accennava sopra, è di -3, in crescita rispetto al -32 dell’anno precedente.

A pagarla più di tutti sono state le attività di completamento e finitura edifici (saldo a -69 rispetto al 2019), seguono i ristoranti e le attività di ristorazione mobile (-54) e il commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e calzature (-47). Nel mezzo, al terzo posto in classifica, una categoria di attività non classificate (-48). E ancora. Nella provincia apuana sono 44 in meno rispetto al 2019 i bar ed altri esercizi simili, mentre le imprese di costruzione di edifici sono diminuite di 35 unità. Per parrucchieri e altri trattamento estetici si registra un -33, per la coltivazione agricola associata all’allevamento di animali un -32. In calo anche il commercio al dettaglio ambulante “di altri prodotti” (-29), così come le attività di agenti e mediatori di assicurazioni (-24) e i negozi di abbigliamento (-21).  Seguono le installazioni di impianti elettrici (-18), gli intermediari del commercio di alimentari e bevande (-16), il trasporto di merci su strada (-16), gli intermediari del commercio di “altri prodotti” (-15), altri servizi di supporto alle imprese (-14), lavanderia e pulitura di articoli tessili (-14), taglio, modellatura e finitura pietra (-13), commercio al dettaglio in esercizi non specializzati (-13), commercio al dettaglio di prodotti del tabacco (-13), commercio al dettaglio di medicinali (-12), altre attività ausiliarie dei servizi finanziari (-11), intermediari del commercio di vari prodotti (-10).

In questo quadro generale, il numero di imprese femminili ha toccato il punto più basso degli ultimi vent’anni passando dalle 4.447 del 2019 alle 4.432 di fine 2020 (-15). 1.444 invece il totale delle imprese giovanili, scese di ben 113 in un solo anno. Perdite minori per le imprese straniere: 8 in meno nel raffronto con il 2019.

Le imprese artigiane scendono di 67 unità: in calo muratori, crescono giardinieri e metalmeccanici
Dati poco confortanti anche nel settore dell’artigianato, dove il saldo fra imprese iscritte e cessate a fine 2020 era di -67 unità. Una tendenza dalla quale tuttavia rimangono esclusi alcuni mestieri, per i quali al contrario le iscrizioni  sono state superiori alle cessazioni di attività. Nel dettaglio: in calo muratori (-26), parrucchieri e centri estetici (-8), lavanderie (-5), installazione di impianti elettrici (-5) e ristorazione mobile-addetti al servizio di asporto (-5). Aumentano, invece, i giardinieri (+8), metalmeccanici navali (+8), addetti alla cura degli animali (+4), operatori specializzati in macchinari (+4) e piastrellisti (+3).