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Massa, il grido degli operai Sanac in Consiglio comunale: «Giorgetti, è ora di darsi una mossa» foto

Una delegazione dell'rsu dello stabilimento ha letto un comunicato diretto al governo e alla politica tutta: «La prossima settimana il 50% dello stabilimento in Sardegna sarà in cassa integrazione. Adesso servono atti concreti, sono 10 anni che aspettiamo»

MASSA – Il Consiglio comunale di Massa ieri sera è tornato in presenza 563 giorni dopo la prima seduta a distanza convocata il 10 aprile 2020, nel pieno del lockdown. In quel caso, l’assemblea cittadina si era riunita in via telematica per la celebrazione solenne del 75° anniversario della liberazione di Massa. Da quel giorno, l’etere è stato l’unico mezzo con cui i rappresentanti locali hanno potuto discutere i piani e i regolamenti della città. L’emozione, all’interno della sala del Comune, intitolata proprio alla data della Liberazione, era tanta. Ma tra la gioia dell’essere tornati a svolgere la propria funzione pubblica nei luoghi della normalità, tra il pubblico c’era anche chi, da ormai troppi anni, vive nell’incertezza: una rappresentanza dell’Rsu di Sanac.

Gli operai dello stabilimento massese hanno chiesto ed ottenuto di sospendere la seduta del consiglio per leggere davanti ai consiglieri e al pubblico accorso per seguire la discussione (ricordiamo che l’accesso alla Sala X Aprile era consentito solo fino ad esaurimento posti e solo previa manifestazione della certificazione verde) un comunicato diretto al Ministro Giorgetti e alla politica tutta, ritenuta responsabile della situazione che diventa sempre più tragica con il passare dei giorni. «I nostri colleghi in Sardegna – hanno aggiunto poi i rappresentanti dell’Rsu – la prossima settimana andranno in cassa integrazione. Si parla del 50% degli operai dello stabilimento. La politica, destra e sinistra, deve darci ciò che ci spetta: il lavoro. Sono dieci anni che aspettiamo. È ora di darsi una mossa».

Riportiamo di seguito l’intervento integrale:
La situazione che vede coinvolti i 350 lavoratori del gruppo Sanac, di cui 110 operanti nello stabilimento di Massa ha dell’incredibile. Ad inizio ottobre siamo stati informati che l’incontro previsto per l’acquisizione da parte della società Arcelor Mittal, oggi Acciaierie d’Italia, vincitrice del bando e assegnataria della gara pubblica con decreto del Mise del Marzo 2019, è andato deserto. A seguito quindi dell’assenza della società aggiudicatrice la gestione commissariale sta procedendo con l’escussione della fidejussione e con l’indizione di una nuova gara per l’acquisizione del gruppo Sanac. Questo è inaccettabile, dopo due anni e mezzo il governo deve chiedere con forza il rispetto degli accordi sottoscritti da parte di una multinazionale come Arcelor Mittal che ha beneficiato di un grande aiuto da parte dello Stato. Non ci sentiamo assolutamente tranquillizzati dalle parole del ministro Giorgetti che ha dichiarato la volontà di procedere a nuova gara e l’interesse di Acciaierie d’Italia ad avanzare un’offerta. Se davvero ci fosse questo interesse perché non si è conclusa l’acquisizione già oggi? Perché poi dal mese di giugno la società Sanac non sta più ricevendo ordini da parte di Acciaierie d’Italia? A oggi circa il 60% della produzione di materiali refrattari del gruppo Sanac va ad Acciaierie d’Italia ed è chiaro ed evidente che se questa situazione si protrarrà nel tempo, ci saranno notevoli problemi produttivi, di efficienza nei costi e occupazionali, come già annunciato dai commissari, con un forte incremento della Cigs e con una possibile chiusura di siti produttivi. Riteniamo che questi due elementi, nuovo bando di gara e mancanza di ordini, possano mettere a repentaglio la sopravvivenza del gruppo Sanac, dopo i buoni nsultati produttivi e occupazionali raggiunti in questi primi 9 mesi del 2021. Il governo deve agire il proprio ruolo e impegnarsi a far rispettare gli impegni presi ad una multinazionale. Vale per Sanac come per le altre vertenze in essere. Nel Paese servono politiche industriali degne di un Paese come l’Italia che è la seconda manifattura d’Europa. Per questi motivi ci stiamo attivando per mettere in campo una grande manifestazione territoriale nei primi 10 giorni di novembre e invitiamo tutta la cittadinanza a essere al nostro fianco per difendere il nostro diritto al lavoro e più in generale per garantire prospettive di futuro per chi vuole continuare a vivere nel nostro territorio. Ministro Giorgetti servono atti concreti e conseguenti.

Dopo l’intervento degli operai, la seduta del Consiglio è stata sospesa per mezz’ora per consentire ai capigruppo di riunirsi per redigere un documento da mandare alle istituzioni in aiuto dei lavoratori Sanac. Dopo più di un’ora di discussione, tornati in aula, un’accesa discussione ha scatenato l’ira degli operai che hanno deciso di abbandonare l’aula X Aprile prima della votazione.

La mela della discordia era l’inserimento del comunicato dell’rsu all’interno del testo ufficiale del Consiglio e di non lasciarlo come un allegato sottoscritto dall’assemblea. Alla fine, in ogni caso e senza la presenza degli operai, il documento è stato votato all’unanimità dai consiglieri che si sono impegnati, quindi, nel sostenere le proteste degli operai in “qualsiasi forma di mobilitazione legittima”.