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«I 10 milioni per la zona industriale? Una sorpresa ma le grandi vertenze non vengono scalfite»

Cgil, Cisl e Uil intervengono sul Patto Territoriale: «Dai Comuni di Massa, Carrara e Montignoso ci aspettiamo una risposta operativa, con la presentazione di un progetto di area costiera apuana, senza perdersi in tre progettini 'interni' a ogni singola amministrazione»

MASSA-CARRARA – Anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil intervengono sui 10 milioni di euro del piano anti-crisi che dovrebbero essere assegnati al Consorzio Zia dal ministero dello Sviluppo Economico. Ieri sull’argomento era intervenuta la Cna apuana (qui l’articolo). «Abbiamo ricevuto una convocazione da parte della Provincia, relativamente alla decisioni da prendersi nel merito della esposizione delle linee di indirizzo ‘Progetto pilota Patto Territoriale’. Si tratta – affermano Paolo Gozzani, Andrea Figaia e Franco Borghini – da quello che ci è stato esposto di una somma pari circa a una “decina di milioni”. Riemerge dalle nebbie di capitoli contabili ministeriali uno stanziamento che ci riguarda, come Massa-Carrara, quello del Patto Territoriale, che ebbe inizio nel secolo scorso, precisamente nel 1998».

«Ci fu, in realtà, una parziale rivisitazione dello stesso, nel 2009, a seguito della mancata spesa delle somme a esso destinate e sia pure per un importo assai inferiore, poi più nulla. Il Consorzio Zia ha ricostruito la faccenda e poi ha impostato una deliberazione generale che è stata portata alla concertazione generale, forse perché al tempo venne costruito e sottoscritto con le parti sociali. Ma questa volta ci hanno portato il prodotto già finito. In pratica, come già evidenziato anche dai media, due terzi delle somme ‘ritrovate’ vanno alle piccole e medie imprese e un terzo agli enti locali di costa al tempo capofila e sottoscrittori. Come organizzazioni sindacali confederali ci siamo quindi ritrovati, dati i tempi straordinariamente stretti per evitare di perdere tutto, incredibilmente stretti rispetto a una dilazione degli stessi che ci è sembrata una vera e propria scomparsa (del patto) – ad approvare quanto propostoci giusto per evitare di non essere compresi di fronte ad una scoperta, un po’ ‘sensazionale’, inattesa e comunque vogliamo immaginare di qualche utilità al territorio».

«Il Patto Territoriale – spiegano i sindacalisti – prevedeva, al tempo, investimenti sul territorio certamente non così frazionati e con un respiro territoriale maggiore e più ampio. Insomma: la base minima dei singoli finanziamenti prevista dal nuovo Patto, 100mila euro, poteva forse essere alzata un po’, certamente non diminuita, anche per evitare operazioni tipo “artigiancassa o Consorzio fidi agevolati” cioè senza una sostanziale infrastrutturalità con il contesto socio economico apuano ma forse solo parziali investimenti, in parte a fondo perduto, a favore di ogni singola azienda privata che ne usufruirà. Le assunzioni Ula (unità lavorativa aggiuntiva), anche part time (0,5) saranno garantite per 3 anni. E anche questo evidenzia una parziale risposta di lavoro delle somme investite e spese dalle aziende. Dai Comuni di Massa, Carrara e Montignoso ci aspettiamo una risposta operativa, con la presentazione di un progetto di area costiera apuana, senza perdersi in tre progettini ‘interni’ a ogni singolo Comune, recuperando così lo spirito delle origini del Patto».

«Staremo a vedere. Noi – concludono le organizzazioni sindacali – non conosciamo cosa hanno in testa le amministrazioni comunali interessate e quindi aspettiamo a esprimerci più compiutamente. Le criticità di Massa-Carrara, più volte anche da noi precisamente elencate, non vengono nemmeno scalfite dal nuovo Patto, come le vertenze in essere, a cominciare dalla Sanac, ma anche da Imm e Isr, per non parlare della miriade di piccole medie imprese in difficoltà o del marmo dove si escava e non si assume più o anche della nautica presente con lavorazioni ‘sporche’ e pericolose. A tutto questo si aggiunga la lunga serie di infortuni sul lavoro ‘minori’ che spesso sono sfociati in gravi o tragiche vicende. In definitiva, sia chiaro, questa ‘sorpresa’ non può certo edulcorare la nostra vertenza provinciale, che sconta la distanza e l’indifferenza della Regione Toscana».