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Bonus edilizi, Cna contro il governo: «Incomprensibile limitare il 110% e non prorogare quello facciate»

La denuncia dell'associazione di categoria apuana: molti cantieri in ritardo per colpa carenza materie prime

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MASSA-CARRARA – Cantieri in ritardo, o ancora da partire, a causa della carenza delle materie prime come cappotti termici e ponteggi. I bonus edilizi hanno rimesso in moto l’economia ma l’annunciato incomprensibile stop al Superbonus 110% per unità immobiliari e gli edifici funzionalmente indipendenti e la mancata proroga per il bonus facciate 90%, rischia di bloccare il clima di forte ripresa che ha investito tutte le filiere connesse. C’è molta preoccupazione nell’analisi di Cna Massa-Carrara che sta osservando con molta attenzione le mosse del governo.

“Perché un condominio sì, e una casa unifamiliare no? – si chiede  Stefano Gatti, presidente Cna Costruzioni – Limitare la platea dei beneficiari del Superbonus penalizza soprattutto le piccole e medie imprese e la grande maggioranza dei piccoli comuni. Condividiamo l’indicazione del governo di prorogare a tutto il 2023 il Superbonus 110%, misura che si è rivelata uno straordinario volano di ripresa, ma riteniamo anche incomprensibile, se trovassero conferma le notizie di stampa, limitare la proroga soltanto a condomini e case popolari, escludendo tutte le singole unità immobiliari e gli edifici funzionalmente indipendenti”.

In merito al bonus facciate Cna auspica in una proroga: “I cantieri iniziati devono essere messi nelle condizione di essere chiusi senza danneggiare né il committente né l’azienda. I ritardi oggi di molti cantieri sono legati a più fattori: la grande richiesta di beneficiare dei bonus, che apprestano un’opportunità ghiotta per sistemare abitazioni spesso fatiscenti, la mancanza di materie prime e la difficoltà delle aziende di conclude quindi i lavori nei tempi previsti. “Si è creato un imbuto. – analizza ancora – Da una parte una straordinaria richiesta di poter beneficiare dei bonus dall’altra la difficoltà di reperire le materie prime in primis i cappotti ed i ponteggi per non parlare delle speculazioni in atto che hanno fatto lievitare tutto i costi. Come associazione crediamo che ridurre le misure di incentivazione per la riqualificazione energetica e la valorizzazione del patrimonio immobiliare contrasti con l’orientamento di una manovra espansiva per sostenere e consolidare la crescita annunciata dal Governo e che trova conferma nel documento programmatico di bilancio approvato dal Consiglio dei Ministri”.

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